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Profughi, Bolzano e Trento unite: “Sul blocco della frontiera austriaca intervenga il Governo”

giovedì, 11 febbraio 2016

Bolzano –  I presidenti delle Province autonome di Bolzano e Trento, Kompatscher e Rossi,  concordano sulla necessità di dare risposte concrete ai problemi che si potrebbero venire a creare con il blocco dei profughi alla frontiera austriaca. I due presidenti chiedono l’intervento del Governo: “E’ un caso nazionale”.

Le decisioni austriache in tema di profughi hanno bisogno di adeguate risposte da parte dell’Italia: questa la richiesta avanzata a Roma dalle Provincie autonome di Trento e Bolzano – attraverso il presidente altoatesino Arno Kompatscher, a cui si è associato il governatore del Trentino Ugo Rossi – che hanno chiesto l’intervento del Governo su due fronti: da un lato il contenimento dei flussi migratori, ed in particolare dei transiti verso il Nord del Paese, che troverebbero al Brennero la strada almeno in parte sbarrata, dall’altro la ripartizione dei profughi all’interno del territorio nazionale.

Non solo: anche l’Europa deve fare la sua parte. L’Europa non può abdicare di fronte all’emergenza profughi. Questo il messaggio principale portato ieri dalle Autonomie di Trento e Bolzano al Governo di Roma. In margine alla riunione del Consiglio dei Ministri il presidente altoatesino Kompatscher ha incontrato il ministro degli interni Angelino Alfano, sottolineando, d’intesa con il governatore Rossi, con cui si era sentito in precedenza telefonicamente, che è forte il rischio di lasciar prevalere gli interessi dei singoli Paesi anziché ragionare in un’ottica europea. Tutto questo rappresenta un pericolo particolarmente forte per una zona di confine come quella del Trentino Alto Adige. L’accordo di Schengen ha depotenziato il confine del Brennero rendendolo di fatto “invisibile” e ha dato un grande contributo alla convivenza all’interno di un territorio con una complessa storia alle sue spalle. Ora la gestione dell’emergenza profughi rischia anche di minare i rapporti tra le diverse realtà che lo compongono.

Per Rossi “da un lato è importante affrontare il problema con ragionevolezza, tenendo presenti quei valori di solidarietà che da sempre caratterizzano l’approccio delle Autonomie speciali al tema immigrazione, tanto più in un’emergenza creata da un conflitto così grave come quello siriano. Al tempo stesso, non dobbiamo assolutamente retrocedere rispetto al percorso fatto in direzione di una euroregione transfrontaliera aperta, collaborativa, capace di unire le forze sull’uno e l’altro versante del valico del Brennero. Tutto questo rischia di essere compromesso dalla decisione dell’Austria di limitare l’ingresso di profughi sul territorio nazionale, che sta provocando conseguenze per tutte le regioni del Nord-Est italiano. Il rischio è per noi quello di dover far fronte ad un sostanzioso aumento dei flussi di profughi. E’ necessario che il Governo di Roma ne tenga conto, intervenendo in risposta alle annunciate misure restrittive austriache. In primo luogo bisogna contenere per quanto possibile il flusso di profughi in entrata e in transito all’interno del territorio nazionale verso Nord. In secondo luogo bisogna inserire i richiedenti asilo che stazionano nelle regioni del Nord-Est nel sistema di riparto nazionale”.


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