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Bobby Solo al Casinò di Campione d’Italia: Sanremo è nel Dna degli italiani

domenica, 17 dicembre 2017

Campione d’Italia - Una voce che non conosce il tempo quella di Bobby Solo, unità a una grande ironia e qualche amarcord per un sabato sera davvero speciale che il Casinò Campione d’Italia ha voluto dedicare a tutti i suoi ospiti in occasione del Natale.

solo4E’ stato lui il protagonista del galà degli auguri, intervallando grandi classici del rock come White Christmas e Blue Christmas – “perché quell’anno Elvis era stato lasciato dalla ragazza e si sentiva un po’ triste” come ha spiegato Bobby Solo al pubblico di Campione – a indimenticabili ballate come Zingara, Non c’è più niente da fare, San Francisco per finire con l’immancabile Una lacrima sul viso accompagnata dalla coreografia dei ballerini di Glam Animation.

soloUn legame che si è mai interrotto quello tra Bobby Solo e il suo mito, The King of Memphis, al centro anche del suo ultimo album “Elvis Lives”.

Da lui ho preso l’ispirazione, ma i miei limiti rispetto a lui hanno creato il mio stile, raggiungerlo è impossibile – ha raccontato -. L’ho scoperto quanto avevo quattordici anni ed ero innamorato di una mia coetanea che era figlia del corrispondente del New York Herald Tribune a Roma, lei mi parlava sempre di Elvis Presley ma io non lo conoscevo, mi ha aiutato una mia sorella più grande che era sposata in America dalla quale mi sono fatto mandare dei suoi dischi. solo2Avevo un registratore Geloso, io cantavo e dove non arrivavo lasciavo cantare Elvis. Poi sono andato in un cinema a vedere il “Delinquente del Rock&Roll” e lì ho capito che volevo diventare un cantante. Mi sono messo a strimpellare una chitarra scassata e con quattro accordi ho iniziato a interpretare le sue canzoni”. L’inizio di una carriera fortunatissima che l’ha portato tra l’altro a partecipare a dodici Festival di Sanremo vincendo ben due edizioni – nel 1965 con Se piangi se ridi e nel 1969 con Zingara – per non considerare quella del 1964 dove avrebbe certamente trionfato con Una lacrima sul viso se non fosse stato costretto a cantare in playback in finale per un abbassamento di voce.

solo3Oggi il Festival di Sanremo è un bellissimo spettacolo televisivo, non è più una gara di canzoni come ai miei tempi. Sarà un grande evento, come sempre, non ho dubbi, il festival è nel Dna degli italiani, anche se ormai ha perso da tempo la sua magia. Anche il mondo della musica è completamente cambiato da quando la musica è diventata digitale e si scarica su internet. Io ho vissuto un epoca meravigliosa, l’epoca del suono analogico in cui c’erano poche tracce e molte idee, oggi la tecnologia la fa da padrone e le possibilità da questo punto di vista sarebbero infinite, ma a manca la creatività”. Per fortuna c’è qualche eccezione. “Tra i giovani mi piace molto Ermal Meta, mi sembra un Bob Dylan prima maniera. La via italiana del rock? Non abbiamo una lingua adatta, siamo pieni di vocali ci viene meglio l’opera, ma ci possiamo sempre consolare con la canzone napoletana che è unica al mondo”.

E un omaggio a Napoli non poteva mancare nella serata di Bobby Solo sul palcoscenico del Salone delle Feste, con un classico come “Anema e core”, anche se alla fine a far scatenare il pubblico di Campione è stato un altro classico Usa, ma questa volta di Chuck Berry, Johnny B. Goode. E dopo le feste Bobby Solo si prepara a tornare in sala d’incisione per un nuovo progetto che ha annunciato proprio a Campione d’Italia. “Oggi ho una voce molto più bassa rispetto a quanto ero giovane, quasi baritonale che ricorda in certi pezzi Jonny Cash e quindi voglio fare un disco con i pezzi dei Beatles rifatti come li avrebbe cantati lui e voglio chiamarlo “Liverpool for Cash””.


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