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Bergamo: boom di Sc(Hi)acciaDCA, l’app che combatte anoressia e bulimia

martedì, 1 agosto 2017

Bergamo – Con oltre 2.600 download, in soli 8 mesi dal lancio, Sc(Hi)acciaDCA, l’app che combatte anoressia e bulimia, ideata dal Centro per la diagnosi e la cura dei disturbi del comportamento alimentare della Casa di Cura Beato Palazzolo di Bergamo e vincitrice del bando “Digital for Social” della Fondazione Vodafone Italia, si conferma uno strumento utilissimo per quanti soffrono o credono di soffrire di un disturbo del comportamento alimentare e per i loro cari, creando un canale diretto con gli esperti su tutto il territorio nazionale.App Sc(HiacciaDCA 1

A scaricare l’app sono state soprattutto le donne (92,32%) direttamente interessate (94,36%), ma non mancano madri e amici che hanno rivolto domande agli esperti per richiedere informazioni, sostegno e orientamento rispetto ai problemi di tipo alimentare, al ritiro sociale e al peso.

Solo in provincia di Bergamo, nei primi 6 mesi dell’anno, il contatto creato tramite Sc(Hi)acciaDCA ha portato 22 persone al Centro DCA della Casa di Cura Palazzolo per una valutazione diagnostica e sono attualmente in carico al Centro.

I NUMERI -  Oltre 2 mila download, 607 utenti registrati, 471 messaggi pervenuti via chat e 195 persone raggiunte. Questi i numeri, nei suoi primi otto mesi di attività, di Sc(Hi)acciaDCA, l’applicazione creata dal Centro per la diagnosi e la cura dei disturbi del comportamento alimentare (CDCA) della Casa di Cura Palazzolo di Bergamo per dare un supporto a persone che hanno un problema alimentare e ai loro familiari.

Dal 15 novembre 2016, giorno in cui l’App è diventata disponibile per iOS e Android, è stata scaricata 2.621 volte (1.074 da iOS e 1.537 da Android) e sono state fornite 319 risposte, articolate, attente e tempestive. L’11,28% delle persone che hanno sostenuto conversazioni virtuali ha poi richiesto aiuto al Centro Palazzolo. Di questi, il 92,32% sono donne, il 6,66% uomini e l’1,3% ha preferito non specificare il sesso. Nel 94,36% ad aver utilizzato la chat sono state le persone direttamente interessate, che hanno chiesto aiuto per risolvere il loro personale disturbo. Il 5,64% degli utenti, invece, ha chiesto aiuto per altre persone: le madri (spesso per le figlie), le amiche ma anche gli amici (le domande sono arrivate soprattutto da utenti maschi), le sorelle, i nipoti. Sono stati usati tutti gli strumenti proposti dalla app: i test, il Diario personale, utilizzato in forma privata, e la Chat, che si è dimostrata lo strumento più importante per intercettare le richieste di aiuto.

I SERVIZI - Accedere ai servizi dall’app Sc(Hi)acciaDCA è estremamente semplice: bastano un nickname e un’e-mail per la conferma della registrazione. Non vengono richieste ulteriori informazioni, come provenienza o età, al fine di garantire il massimo livello di privacy e tutela dei propri dati personali.

Le persone che hanno usato l’App hanno espresso dubbi alimentari, talvolta dettati da pregiudizi, e richiesto informazioni (sul funzionamento dell’App, sull’accesso al servizio, sui servizi disponibili sul territorio nazionale, rispetto al percorso da intraprendere), ma hanno anche chiesto sostegno e orientamento rispetto a problemi di tipo alimentare, legati alla sfera corporea, al ritiro sociale e al peso.

BERGAMO E PROVINCIA - Sc(Hi)acciaDCA – realizzata grazie alla vittoria di un bando promosso dalla Fondazione Vodafone “Digital for Social” – si è dunque rivelata un ottimo canale per raggiungere gli adolescenti, sempre più spesso vittime di questi disturbi, e le loro famiglie. Solo in provincia di Bergamo, infatti, dal 9 di gennaio al 30 di giugno, 99 persone si sono rivolte al Centro DCA della Casa di Cura Palazzolo per una valutazione diagnostica (una media di 4 richieste a settimana). Ventidue di queste hanno preso contatti proprio tramite l’App, conosciuta o attraverso i mass media o attraverso internet, e sono attualmente in carico al Centro.

«Questi dati dimostrano l’utilità di uno strumento come Sc(Hi)acciaDCA, che consente a chi soffre di questi disturbi di confrontarsi e ricevere informazioni competenti, uscendo dalla vergogna e abbandonando falsi miti, e al tempo stesso, consente ai professionisti di intercettare un target ben preciso, fornendo un supporto immediato che non sostituisce la riabilitazione, ma che la facilita» – commenta il direttore generale, dott. Edoardo Manzoni, ricordando che oltre all’applicazione, sono disponibili anche il sito web www.schiacciadca.it, che dalla sua apertura a fine giugno 2017 ha già registrato oltre 16.700 visualizzazioni, e la pagina Facebook @dcaistpalazzolo, social network su cui la campagna ha già raggiunto oltre 49.000 persone in tutta Italia.

PROSSIMI PASSI - Ma Sc(Hi)acciaDCA è solo l’ultimo tassello in ordine di tempo di un più ampio progetto di collaborazione con il territorio e con il consorzio Solco Città Aperta, con cui la Casa di Cura Beato Palazzolo sta lavorando in team per favorire la prevenzione e la diagnosi precoce nelle scuole, negli oratori, nelle associazioni sportive e per attivare percorsi di supporto ai pazienti del Centro.

Da novembre sono stati infatti promossi incontri in 13 scuole con 5 doppi interventi per un totale di 83 classi e 1992 studenti complessivamente raggiunti. A ciò si aggiunge la divulgazione presso scuole di danza, istituti sportivi, spa e centri benessere, spazi giovanili, cinema e radio per un totale di 90 realtà contattate, alcune delle quali si sono fatte a loro volta portavoce dell’iniziativa esponendone il flyer e i materiali informativi.

Inoltre, dal 2001, anno di apertura del Centro, sono state seguite 1743 persone e ricoverate 653. E in futuro l’impegno per prevenzione e diagnosi precoce proseguirà con ancora maggiore determinazione: il Centro DCA Palazzolo continuerà a promuovere l’App e la integrerà con le azioni da sviluppare sul territorio.

In particolare, il lavoro proseguirà anche grazie al progetto «…allora, vola!» che Fondazione CARIPLO ha valutato come emblematico per il territorio bergamasco e per il quale ha deliberato un contributo fino al 2019. «…allora, vola!» darà continuità alle attività di prevenzione e sensibilizzazione, permetterà di realizzare accompagnamenti mirati per famiglie in situazione di fragilità socio economica e di sperimentare forme di affiancamento post terapia per favorire il reinserimento sul territorio e promuovere forme di autonomia nei giovani seguiti dal Centro.

E oltre al contatto sul sito internet e via App, rimane attivo, per contattare il centro della Palazzolo a Bergamo, il numero telefonico 035.389206 dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 15.30.


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