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Cassa Rurale Novella e Alta Anaunia Bcc: prossima apertura del punto operativo di Merano

sabato, 24 marzo 2018

Merano - La Cassa Rurale Novella e Alta Anaunia Bcc, in occasione della prossima apertura del punto operativo di Merano, il secondo nel Brugraviato, ha illustrato il proprio progetto. Erano presenti il direttore Costantino Grandi e il presidente Fernando Miccoli.

Di seguito l’intervento del presidente della Cassa Rurale Novella e Alta Anaunia Bcc, dottor Fernando Miccoli

btyL’INTERVENTO
Questo particolare momento ci vede intraprendere una nuova e impegnativa sfida: l’apertura del punto operativo di Merano, il nostro secondo punto operativo nel Brugraviato.

Un’ipotesi abbozzata ancora nel lontano 2010, rivalutata dal Consiglio di Amministrazione in occasione della riforma del credito cooperativo e ora avviata con l’intento di aprire prima della costituzione del gruppo bancario, per soddisfare le esigenze dei nostri soci e clienti residenti ed operanti con continuità sulla piazza. Presso la Sede Distaccata di Lana, risultano aperti rapporti bancari con 205 clienti che possono già essere attribuiti al punto operativo di Merano.

Si tratta di clienti che risiedono a Merano o comuni limitrofi (Marlengo, Tirolo, Scena, Lagundo, Avelengo, Verano). Questi rapporti, presentano, allo stato attuale, le seguenti consistenze:
- la raccolta complessiva ammonta a 5,1 milioni di euro
- la raccolta diretta è pari a 4,5 milioni di euro
- gli impieghi a fine 2017 sono pari a 4,9 milioni di euro
Le masse intermediate (raccolta complessiva + impieghi) al 31.12.2017 sono pari a 10,07 milioni di €uro.

Non abbiamo la presunzione di andare “alla conquista di Merano”, ma la consapevolezza e l’umiltà di affacciarci alla Città con l’intento di voler soddisfare i nostri soci e clienti e, in qualità di “Banca del Territorio”, cogliere le opportunità che la piazza può offrire. Non abbiamo né la forza ma nemmeno la volontà di danneggiare il mercato per “conquistare Merano”.

La nostra azienda, al 31.12.2017, presenta le seguenti risultanze:
DATI DI BILANCIO DEFINITIVI 2017
RACCOLTA
La raccolta complessiva ammonta a 296 milioni di euro (296.099.759 €) (+ 8,02% rispetto al 2016).
La raccolta diretta è pari a 231 milioni di euro (230.698.460 €) (+ 8,07% rispetto al 2016).

MASSE INTERMEDIATE
Le masse intermediate (raccolta complessiva + impieghi) al 31.12.2017 sono pari a 469 milioni di euro (469.179.259 €) (+5,29% rispetto al 2016). Nel corso del 2017 sono state concesse 796 nuove linee di credito (756 nel 2016), di cui 795 accolte, per complessivi 47,91 mln di euro (47,64 mln nel 2016) di importo deliberato. I mutui casa erogati nel corso del 2017 ammontano a 10,31 mln di euro (rispetto a 6,73 mln del 2016). I mutui casa rappresentano quindi il 30% del totale mutui erogati nell’anno.
(lo scorso anno i mutui casa erano il 22% del totale mutui erogati, a indicare una significativa ripresa della richiesta di abitazione…). Il rapporto impieghi/raccolta diretta è pari al 75,02%, in contrazione rispetto al 80,32% dello scorso esercizio, in seguito alla crescita contenuta degli impieghi e alla forte crescita della raccolta. Questa situazione permette alla Cassa Rurale di avere consistenti riserve di liquidità.

Il credito erogato dalla Cassa Rurale è così suddiviso:
33,20% a Famiglie
63,30% ad Imprese
3,50% ad altri settori non produttori

Il sistema Casse Rurali Trentine esprime una Il sistema bancario Trentino esprime una suddivisione diversa: 40,8% a Famiglie, 56,6% ad Imprese e 2,6% ad altri settori non produttori.

(La capacità di risparmio delle Famiglie, nella nostra zona è ancora più marcata, limitando, in taluni casi, la necessità di ricorrere al credito).

Il settore maggiormente finanziato dal nostro Istituto rimane l’Agricoltura che rappresenta il 33,9% del credito erogato dalla Cassa Rurale, seguito dal settore “Costruzioni” (19,10%) e dall’Attività Manifatturiera (17,0%). ll comparto “edilizia” l’incidenza del settore immobiliare (inteso come somma tra il settore “costruzioni” e il settore “attività immobiliari”) è pari al 19,9% sul totale credito erogato, rispetto alla media Casse Rurali Trentine del 31,6%.

Il solo settore “attività immobiliari” è assolutamente marginale per la Cassa Rurale e rappresenta lo 0,8% del credito erogato, rispetto alla media Casse Rurali Trentine del 11,6%.

CREDITO DETERIORATO
Le sofferenze lorde ammontano a 6,33 mln di euro ed incidono sul totale degli impieghi per una percentuale pari al 3,40% (in leggera flessione rispetto allo scorso esercizio), in maniera nettamente inferiore rispetto alla media casse rurali trentine (10,00%) e al sistema Bcc a livello nazionale (11,80%).

Le inadempienze probabili lorde ammontano a 19,04 mln di euro ed incidono sul totale degli impieghi per una percentuale pari al 10,19% (in leggera flessione rispetto allo scorso esercizio).

Le sofferenze lorde sono coperte dai fondi di svalutazione per il 76,16% del loro ammontare (rispetto al 59,40% della media Bcc nazionali e al 62,60 della media trentina). Le Inadempienze probabili lorde sono coperte dai fondi di svalutazione per il 42,61% del loro ammontare (rispetto 30,20% della media Bcc nazionali e al 32,0% della media trentina).

Il tasso di copertura complessivo del credito deteriorato è pari, al 31.12.2017, al 49,76%

Al 31.12.2017 l’indicatore “NPL RATIO” che misura l’incidenza del credito deteriorato sul totale credito erogato per la Cassa Rurale Novella e Alta Anaunia è pari al 14,06% (rispetto a 11,01% della media Bcc nazionali e 16,60% delle Casse Rurali Trentine). l fondi propri (patrimonio) post aumento di capitale Cassa Centrale Banca (8 mln €) ammontano ad 29.884.251 euro.

Il grado di solidità patrimoniale della Cassa Rurale Novella e Alta Anaunia rimane ottimale, nonostante il periodo transitorio determinato dal versamento per la sottoscrizione dell’aumento di capitale CCB e la conseguente momentanea riduzione dei fondi propri: il CET1, infatti, è pari al 18,23% (rispetto alla media casse rurali trentine del 15,52%) e risulta uno degli indicatori più elevati a livello provinciale.

L’utile d’esercizio 2017 della Cassa Rurale Novella e Alta Anaunia è pari a 393.768 euro in aumento (+2,35%) rispetto allo scorso esercizio, nonostante le ingenti rettifiche di valore sui crediti che, anche nel 2017, superano i 2 milioni di €, portando il livello di copertura delle partite deteriorate a livelli ampiamente superiori alla media delle Casse Rurale Trentine.
Il Margine di Interesse pari a 5,54 mln di euro appare sostanzialmente stabile.
Le commissioni nette sono in crescita (+6,33%).
I costi operativi, grazie ad un’attenta politica di contenimento, appaiono in flessione (- 0,92%).

La Cassa Rurale Novella e Alta Anaunia conta 40 dipendenti opera in 11 sportelli (Fondo, Castelfondo, Brez, Cloz, Romallo, Revò, Cagnò, Cavareno, Sarnonico, Ruffrè e Lana). I soci sono 3.492.

A supporto dell’operazione di apertura del punto operativo di Merano, abbiamo dalla nostra l’esperienza della piazza di Lana che, nell’arco degli otto anni dalla nostra apertura, presenta le seguenti risultanze:

- La raccolta diretta della Sede Distaccata di Lana ammonta a 19,05 mln di € in crescita del +13,17% rispetto allo scorso anno.
- La raccolta indiretta ammonta a 3,37 mln di € in flessione del -10,98% rispetto allo scorso anno.
- La raccolta complessiva ammonta a 22,42 mln di € in aumento del + 8,74% rispetto allo scorso anno.
- Gli impieghi per cassa ammontano a 27,40 mln € e crescono in maniera nettamente superiore rispetto alla media Cassa Rurale (+3,90 mln € / +16,58%).
- Le masse intermediate di Lana ammontano a 49,82 mln € in crescita del 25,32% rispetto allo scorso anno.
- Le sofferenze di Lana incidono per il 2,71% sul totale degli impieghi erogati presso la Sede Distaccata (rispetto alla media Cassa Rurale del 4,06%).
- A Lana sono stati aperti, sinora, 1.085 rapporti:

La sede distaccata di Lana rappresenta, ad otto anni dalla sua apertura (settembre 2010) il 10,59% delle masse intermediate complessive della Cassa Rurale Novella.

Da anni, dopo numerosi tentativi andati a vuoto, abbiamo valutato progetti diversi alla semplice fusione (ovvero “associazione d’impresa”, “sottogruppo bancario”, “newcom”) con l’intento di salvaguardare l’autonomia delle Casse Rurali e, di conseguenza, del territorio, sotto tutti gli aspetti; in primis quelli economici, culturali e dei servizi, che, con la fusione di Valle, vengono gradualmente compromessi, soprattutto nelle zone più periferiche mettendo a serio rischio la natura stessa del credito cooperativo.

Con la costituzione del gruppo bancario che prevede direzione e controllo sulle BCC si assisterà a una vera e propria stretta sull’autonomia delle singole Casse Rurali e non riusciamo a comprendere, in assenza del contratto di coesione e del piano industriale, il “perché” delle fusioni a tutti i costi, se non per necessità. Forse, i veri motivi, sono da ricercare nelle aspirazioni a future “governance”, o in una precisa strategia della Capogruppo.

Noi riteniamo che la Capogruppo, e la conseguente costituzione del gruppo bancario, debbano portare maggiori benefici alle piccole realtà come la nostra che presidiano il territorio in tutti i sensi: efficienza, professionalità, robustezza patrimoniale, redditività e contenimento dei costi.

La riforma è chiaramente dannosa per l’autonomia e per la salvaguardia del patrimonio delle banche di credito cooperativo. Noi ci battiamo per mantenere autonomia operativa e gestionale, rifiutando ogni centralismo che stravolge la natura delle BCC.

In merito alla costituzione del gruppo, riteniamo sia necessario, da parte della costituente
Capogruppo, maggiore coinvolgimento delle BCC mettendole a conoscenza del piano industriale, del contratto di coesione, del sistema delle garanzie incrociate, dell’assetto della governance, per non condizionare scelte strategiche degli aderenti e per non trovarsi, poi, di fronte a scelte improrogabili e obbligate.


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