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Autonomia, innovazione, dialogo: ecco il messaggio nell’incontro tra studenti e presidente Provincia di Trento

mercoledì, 22 gennaio 2014

Trento – Un faccia a faccia tra giovani studenti e amministratori locali. Autonomia, innovazione, dialogo fra le generazioni, plurilinguismo, rapporto scuola-mondo del lavoro, valutazione degli insegnanti, educazione alla legalità: questi alcuni dei temi discussi dal presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi, anche nella sua veste di assessore all’Istruzione, con la Consulta provinciale degli studenti, riunitasi in via Gilli. Un confronto franco e partecipato, quello con l’organismo che rappresenta gli studenti del Trentino, che ha toccato numerose tematiche relative al mondo della scuola ma che è uscito da quei confini, investendo questioni come il dialogo fra studenti e istituzioni o la necessiRossi Consulta 2tà di approfondire la conoscenza dell’Autonomia provinciale, anche per consentire ai giovani di elaborare un pensiero critico su di essa. (Nella foto a lato il presidente Ugo Rossi con gli studenti della Consulta Giulia Moresco e Nicola Pifferi).

“E’ stato uno dei momenti più significativi che ho vissuto dall’inizio della legislatura – ha commentato il presidente Rossi al termine dell’incontro- . C’è innanzitutto un tema che ricorre negli interventi degli studenti, ed è molto positivo: per quanto sia alto il livello in Trentino, noi non ci accontentiamo. Sono d’accordo: non possiamo accontentarci di essere i migliori in Italia. Il nostro punto di riferimento deve essere chi fa meglio a livello europeo. Mi fa piacere anche avere sentito che i giovani vogliono capire un po’ di più del mondo degli adulti. Solitamente avviene il contrario, sono gli adulti che, anche con una certa prosopopea, pretendono di ‘capire’ i giovani. Questo confronto è indispensabile e lo proseguiremo. Intanto è emerso già un progetto molto concreto: organizzare con la Consulta un momento di informazione e di confronto sull’Autonomia. Successivamente, poi, potremo estenderlo a tutte le scuole”.

GLI STUDENTI

La  Consulta si articola per commissioni, su progetti che interessano trasversalmente più istituti. La sua importanza, come ricordato dal suo presidente Philipp Woelk, studente al liceo Galilei di Trento, è determinante nel creare un canale di comunicazione fra il mondo degli studenti e quello degli adulti ma anche nel favorire lo sviluppo di una rete fra le scuole della provincia, ultimamente con una proiezione anche a livello euroregionale. “Vogliamo offrire il nostro contributo – ha sottolineato il rappresentante degli studenti – per lo sviluppo di progetti e proposte che riguardano il mondo scolastico. Siamo consapevoli di essere fortunati rispetto ad altre realtà italiane, ad esempio sul terreno dell’edilizia scolastica il Trentino si colloca al primo posto, ma crediamo si possa fare di più”.

Un dialogo serrato, quello sviluppato da Rossi con gli studenti, proseguito per più di un’ora e chiusosi con l’impegno di rivedersi a breve, anche per dare concretezza ai tanti ragionamenti emersi nel corso della mattinata. In apertura il presidente della Provincia si è rivolto alla platea avanzando alcune domande e alcuni spunti di discussione. “La prima cosa che vorrei chiedervi – ha detto – è che tipo di aspettative coltivate per il fatto di fare parte di una consulta. Per me è molto importante capirlo. Spesso parliamo di scuola partendo da dati precostituiti anziché ascoltare i protagonisti. Vorrei anche che provassimo, ora e nel prossimo futuro, ad immaginare dei percorsi innovativi per la nostra scuola, in tutta libertà. Noi possiamo farlo più di altri perché abbiamo l’Autonomia. E a proposito di Autonomia, mi piacerebbe capire come vi sono arrivate le polemiche di questi giorni, non perché si debba dare loro eccessiva importanza ma per sapere come esse impattano su un mondo come il vostro, dove certamente hanno più peso i social network, le reti. Infine – ha concluso Rossi – vi chiedo di individuare, da qui a qualche tempo, una cosa concreta sulla quale possiamo impegnarci fin da subito per quest’anno”.

Dai membri della Consulta non sono certo mancate osservazioni e proposte. Marco, della val di Sole, ha rotto il ghiaccio dicendo di avere seguito la discussione sull’Autonomia sviluppatasi in questi giorni. “Io so che cos’è l’Autonomia e perché ce l’abbiamo – ha aggiunto – ma fra i giovani questa conoscenza non è molto diffusa”. Fra le poche fonti di conoscenza citate, non a caso, una pubblicazione, ormai di alcuni anni fa, dell’Ufficio stampa provinciale, rivolta ai più piccoli e centrata sul personaggio di Geronimo Stilton.

“Possiamo pensare di organizzare un momento di confronto con voi su questo tema – ha ‘raccolto’ il presidente Rossi – e poi eventualmente pensare di estenderlo ai vostri compagni. Attenzione: parlo di un’iniziativa che abbia solo una finalità conoscitiva, e che aiuti ciascuno a sviluppare la propria opinione, anche se necessario critica”.

Elisa, da Riva del Garda, ha spiegato invece le ragioni per cui si è candidata alla Consulta. “Penso che questo sia un canale di accesso al mondo degli adulti, che sembra così separato da noi. Vedere una persona adulta che di mestiere fa un politico che viene a chiederci cosa ne pensiamo della scuola è una bella cosa”.

Nicolas, noneso, studente del Prati di Trento, ha spiegato di avere deciso di dedicarsi alla Consulta perché “ho visto nel 2013 un possibile anno di svolta, che ha fatto emergere qualche criticità, che dovremo affrontare”.

Ed ancora: fra i temi dibattuti, il rapporto fra scuola e mondo del lavoro, su cui è possibile aprire anche nuove strade, la valutazione degli insegnanti, l’apprendimento delle lingue, la valutazione delle esperienze di studio all’estero (che spesso può risultare penalizzante per chi ha frequentato un anno fuori dal Trentino), la possibilità di un’eventuale chiusura delle scuole il sabato o di sviluppare esperienze diverse rispetto all’aula, l’ingresso di temi di attualità nel mondo della scuola, come l’educazione alla legalità.
“Nel nostro programma – ha spiegato ancora Rossi – ci siamo detti: occupiamoci dei giovani, togliendo di mezzo gli ostacoli generazionali nel parlarci. Non cataloghiamo tutto, non ingessiamo tutto nel formalismo. Ciò vale anche per gli organi che la legge prevede. L’innovazione comincia da qui. Dev’essere prima organizzativa che tecnologica. E soprattutto, concentriamoci sui contenuti. Facendo così forse capiremo meglio se bisogna cambiare anche qualche meccanismo di funzionamento. Su temi come l’apprendimento linguistico e il rapporto scuola-lavoro dobbiamo ragionare in un contesto di grande libertà e tenendo separati, se possibile, gli aspetti contrattuali e del lavoro, che sappiamo essere problematici, specie in un periodo di risorse scarse quale è quello che stiamo attraversando. Le tematiche di attualità possono essere affrontate anche nell’ambito della didattica ordinaria, però attenzione a non diventare preda delle mode, che a volte a livello nazionale monopolizzano queste questioni. Possiamo farlo anche valorizzando realtà ed esperienze locali. Dobbiamo riuscire ad affrontare questi temi, insomma, anche partendo dal nostro vissuto quotidiano. Certamente sì, infine, alla valutazione degli insegnanti, utilizzando però un metodo condiviso da tutti, insegnanti compresi”.


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