QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad
Ad

Ad

Audizione in Commissione Affari Costituzionali del presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi

giovedì, 13 novembre 2014

Roma – Autonomia e regionalismo differenziato. Attorno a questo tema si è sviluppato l’intervento del presidente della Provincia autonoma di Trento all’audizione in Commissione Affari Costituzionali.

LE  SPECIFICITA’

In occasione dell’audizione di fronte alla Commissione Affari Costituzionali, il presidente Ugo Rossi ha ribadito le ragioni della specialità della Provincia autonoma di Trento. “Pur mantenendo caratteri centralistici, la riforma costituzionale presenta connotazioni positive e credo che bene farebbe lo Stato ad accogliere le sollecitazioni verso un regionalismo differenziato: anche le regioni a statuto ordinario devono potersi conservare la possibilità di fare meglio rispetto agli standard di servizi assicurati dallo Stato, pena il rischio di un appiattimento verso il basso. Se ci sono delle esperienze virtuose, sia nelle regioni a statuto ordinario che in quelle speciali, queste vanno assolutamente salvaguardate”. Così Rossi ha concluso la sua audizione in Commissione Affari Costituzionali, impegnata oggi pomeriggio a Roma nell’indagine conoscitiva sull’esame dei progetti di legge costituzionale d’iniziativa popolare in materia di revisione della parte seconda della Costituzione.

Ai componenti la Commissione, il presidente della Provincia autonoma di Trento ha ricordato i settori (sanità, scuola, trasporti, università, manutenzione delle strade provinciali e statali, difesa del suolo, assegni di invalidità, indennità di accompagnamento, finanziamenti alle attività economiche ed edilizia sociale) che, senza gravare in alcun modo sul bilancio dello Stato, la Provincia autonoma finanzia da sé contando esclusivamente sulle proprie risorse.

 L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE ROSSI

Ugo Rossi ha sinteticamente ricordato le motivazioni storiche ed etniche – “che devono essere tenute ancora in considerazione” – che stanno alla base dell’accordo Degasperi-Gruber, soffermandosi sul tema degli attuali rapporti finanziari tra lo Stato e le Autonomie di Trento e Bolzano, dall’accordo di Milano del 2009 al Patto di garanzia siglato un mese fa con il governo Renzi, e sul meccanismo dei nove decimi grazie al quale la Provincia autonoma di Trento finanzia da sè e gestisce direttamente sanità, scuola, trasporti, università, manutenzione delle strade provinciali e statali, difesa del suolo, assegni di invalidità, indennità di accompagnamento, finanziamenti alle attività economiche ed edilizia sociale. “Un meccanismo – ha affermato Rossi – che già di per sé fissa un equilibrio e che spiega la grande differenza tra regioni ordinarie e speciali.”

Sulla riforma del Senato, il presidente Rossi ha dichiarato che le Province autonome di Trento e di Bolzano “si riconoscono nella posizione del presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Sergio Chiamparino (intervenuto all’audizione subito dopo Rossi), ritenendo necessaria una forte semplificazione, anche in riferimento alla composizione stessa del Senato, che assicuri però al Senato anche un ruolo di rappresentanza e di espressione delle autonomie nel quadro del processo di riforme costituzionali”. Nel corso dell’audizione sono intervenuti, dopo il presidente Rossi, i deputati Fraccaro, Ottobre e Gigli.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136