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Associazione Giovani 2000, inaugurata la nuova struttura: a Serrada i giovani riscoprono la montagna più autentica

domenica, 11 giugno 2017

Trento – “Aprire ai giovani una casa di montagna ha per la Provincia autonoma di Trento un valore assoluto e superiore, se vogliamo, ad un hotel a 5 stelle, perché strutture come queste consentono di vivere la montagna in maniera sobria, autentica, a diretto contatto con un ambiente e valori di vita unici”. Con queste parole il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento ed assessore allo sviluppo economico e lavoro, Alessandro Olivi ha inaugurato a Serrada, nei boschi che portano al monte Finonchio, la “Casa di caccia”, restaurata dall’associazione Giovani 2000. La struttura, da tempo ridotta a rudere, è stata recuperata in questi anni dai volontari e messa a disposizione per i soggiorni estivi di ragazzi.

serrada“L’impegno di Giovani 2000 – ha riconosciuto il vicepresidente Alessandro Olivi – ha permesso di ridare forma ad una struttura destinata all’oblio e con essa il suo passato. Oggi è un giorno di festa perché siamo testimoni della rinascita di un esempio di montagna autentica. La Casa di caccia è stata restituita alla comunità e ai giovani in particolare che, grazie all’impegno dei volontari, avranno l’opportunità di conosce e vivere la montagna in maniera semplice ed autentica. Tutto questo porta dentro di sé una forza valoriale e sociale importante. Il Trentino – ha continuato Olivi – per come lo vogliamo, è terra di tradizioni e valori profondamente legati al territorio e alle persone che lo popolano”.

Il recupero della “Casa di caccia” rientra nel progetto, molto più ampio, di Giovani 2000 ed è stato reso possibile grazie all’opera e alla tenacia dei membri dell’associazione e del presidente Fabio Tecilla. Dal 1994 l’organizzazione ha lavorato incessantemente per ridare vita alla ex Colonia Sartori di Serrada, che sorge ha 1300 metri d’altezza nel Comune di Folgaria.

Oggi l’impianto conta su un’area di 25 mila metri quadrati, dove sorgono , completamente rifatte, 4 casette e un un grande edificio centrale. Prima avamposto austroungarico e poi colonia e orfanotrofio nel Ventennio, il compendio aveva subito a partire dagli anni ’70 un lento declino. Tutto questo, fino agli inizi del ’90 quando proprio l’associazione Giovani 2000 decise di impegnarsi in prima persona per dare vita ad un progetto di recupero delle strutture, finalizzato alla socializzazione dei giovani. “La scommessa è vinta – ha concluso l’assessore Olivi -, grazie al lavoro e alla tenacia dei decine di volontari e all’entusiasmo di molti giovani. Per la Provincia autonoma di Trento è stato un onore seguirvi in tutti questi anni. Siete l’esempio del Trentino migliore”.


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