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Arco, assemblea dei vigili del fuoco: la relazione del Comandante Bonamico e le novità

venerdì, 16 febbraio 2018

Arco – Il corpo dei vigili del fuoco di Arco in assemblea alla presenza del presidente della federazione dei vigili del fuoco volontari Tullio Ioppi, del viceispettore distrettuale Renato Santi, del sindaco Alessandro Betta e dell’assessore Tommaso Ricci.

Assemblea Arco 02Tra i punti all’ordine del giorno spicca la nomina di due membri sostenitori: il direttivo ha proposto all’Assemblea, che ha approvato all’unanimità, la nomina di due membri sostenitori. Alessandro Civettini del Ristorante Pizzeria “I Sapori” di Arco e Piero Zocca delle Gelateria “Il Gelatiere” di Arco. Le motivazioni sono state la continua e instancabile, ma assolutamente disinteressata, opera di supporto al Corpo che questi due imprenditori, da ormai molti anni, prestano. Alla serata era presente Alessandro Civettini che si è limitato ad un saluto ed una battuta “quello che faccio non conta, fate tutto voi, per me è doveroso ringraziarvi per quello che fate quotidianamente e gratuitamente per la collettività”. Piero Zocca non era presente per impegni ma ha chiesto di portare all’Assemblea un ringraziamento di cuore per tutto quello che i vigili del fuoco di Arco fanno per la comunità Arcense.

assemblea arco vvfDurante il saluto del sindaco Betta, oltre a ringraziare i vigili per il lavoro immenso che il Corpo fa, ha anche anticipato all’Assemblea di aver appreso che una coppia di cittadini Arcensi avrebbe inserito nel proprio testamento un contributo di 50mila euro a favore del Corpo. Ennesimo segnale che l’attività svolta è lodevole e ben apprezzata da tutta la cittadinanza. Il sindaco ha inoltre spiegato come il Comune, assieme al Comandante del Corpo e dei rispettivi Comandanti delle forze dell’ordine, stiano facendo tutti gli sforzi per far fronte alle nuove regole in tema di antiterrorismo, sempre con lo spirito di ottemperare alle regole ma senza impedire tali manifestazioni che rendono importante il nostro Comune anche fuori dall’Alto Garda.

Il Cassiere ha poi rendicontato ai presenti l’andamento economico dell’anno 2017 leggendo il bilancio di rendiconto approvato dal Direttivo del Corpo.

Successivamente il Comandante Stefano Bonamico ha dato lettura della sua relazione, nella quale non sono mancati alcuni spunti di riflessione circa le difficoltà che anche il corpo di Arco riscontra nell’interfacciarsi con le strutture Provinciali come la Cassa Provinciale Antincendi ed il Servizio Antincendi. La relazione del comandante ed il bilancio sono state votate all’unanimità dai partecipanti.

LA RELAZIONE

L’anno 2017 ha registrato un notevole incremento sotto il profilo interventistico (+20% incendi, +5% interventi tecnico urgente, +56% soccorso tecnico per un totale di +34%). il Corpo garantisce un presidio presso la caserma H24 per 365 giorni all’anno, anche attraverso due operatori comunali che nei giorni feriali presidiano l’immobile dalle 7 alle 20.30, e tutto il resto attraverso la normale turnistica del personale volontario. Sempre attraverso la componente volontaria il Corpo gestisce direttamente tutte le attività amministrative e contabili oltre alla gestione dell’attrezzatura ed ovviamente tutte le attività interventistiche sopraccitate. Nel 2017 si è registrato un considerevole incremento dell’organico del Corpo (+14%). Relativamente alle entrate finanziarie ordinarie, nel 2017, si sono registrate entrate, al netto del servizio extra svolto da un ristretto gruppo vigili presso l’elisuperficie dell’ospedale di Arco, di 109mila euro. Sotto il profilo delle uscite, considerando che il Corpo di Arco gestisce direttamente tutte le tipologie di spesa ordinarie (pasti vigili e dipendenti comunali, bollette di gas, telefono ed energia elettrica, tassa rifiuti, tutte le spese relative alla manutenzione ordinaria dell’immobile, degli impianti e delle attrezzature ecc..), nell’anno 2017 si sono registrati importi di spesa ordinaria pari a 106mila euro. Tra i costi che annualmente il Corpo si trova a dover far fronte ci sono, in maniera crescente negli ultimi tre esercizi, i costi per la formazione dei vigili che nel 2017 hanno inciso per 4.117,50 €. Per far fronte alle necessità normative infatti, non trovando risposta nella Scuola Provinciale Antincendi, il Corpo si trova costretto a rivolgersi ad enti di formazione privati, o a istruttori ed entri specializzati fuori provincia. Insistono da anni sul bilancio del Corpo di Arco anche le spese per le attrezzature in dotazione, di valenza sovra comunale quali l’autoscala, il carro aria, la pinza idraulica e le casse scarrabili.

Con la modifica del sistema per l’effettuazione delle revisioni dei mezzi leggeri, precedentemente svolte gratuitamente a cura del servizio antincendi, il Corpo ha dovuto, dal 2017, procedere in autonomia attraverso un’officina locale accreditata, sostenendone direttamente i costi.

Non risulta ad oggi chiaro se, in futuro, la Provincia continuerà a garantire il rifornimento dei materiali assorbenti presenti nella cassa distrettuale antinquinamente. Il riferimento va all’attività condotta nel mese di maggio a seguito dell’incendio di un’imbarcazione sul lago di Garda. Il ripristino del materiale infatti ha trovato diverse difficoltà e, solo grazie all’intervento dell’Unione distrettuale, siamo riusciti ad ottenere una parte del materiale necessario, dovendo tuttavia sostenere i costi del ritiro da Trento ad Arco ed il disagio di risultarne di fatto sprovvisti per alcune settimane.

Altro capitolo finanziario sul quale il Corpo si trova a dover far fronte con assoluta difficoltà è quello relativo ai dispositivi di protezione individuale e per gli indumenti degli allievi. Come si può facilmente vedere nelle tabelle sottostanti il contributo standard per le dotazioni dei vigili è stato ridimensionato negli ultimi anni, non considerando che il Corpo si è trovato a dover acquistare, per l’intero organico, la nuova divisa per interventi tecnici, approvata dalla Cassa Provinciale Antincendi, con la nuova foggia.

Oltre a questo l’attuale sistema non tiene conto in alcun modo dei nuovi vigili che entrano nel Corpo e che necessitano dei rispettivi DPI e, soprattutto, del numero di interventi svolti.

L’usura portata dall’interventistica infatti impone di sostituire capi con frequenze nettamente superiori rispetto ai parametri provinciali, impiegati per il calcolo del contributo. In analogia ai dispositivi di protezione individuale si riscontrano difficoltà, con l’attuale legislazione, a far fronte alle necessità in termini di sostituzione delle attrezzature. I parametri infatti considerano esclusivamente l’età del mezzo e non quanto lavoro ha svolto negli anni. Anche i parametri di distribuzione locale non considerano né l’attività che il Corpo effettua, né tantomeno la rappresentazione in termini di popolazione. Per citare un esempio pratico, se il Corpo di Arco, che oggi garantisce l’interventistica di 17.600 abitanti con una sola struttura, fosse ancora diviso sui tre Corpi di Arco, Oltresarca e Romarzollo, come prima del 1955, disporrebbe di tre rappresentanti in Unione Distrettuale anziché uno, e potrebbe richiedere la sostituzione degli automezzi con le stesse modalità con le quali oggi ci troviamo a dover richiedere, ovvero al superamento del venticinquesimo anno di età e con gli stessi importi di spesa massimi.

Si pensi a tale scopo che l’interventistica che il Corpo di Arco ha sostenuto nel solo anno 2017 è pari o superiore a quanto svolto da intere aree o vallate della nostra Provincia.

Per poter far fronte alle necessità per l’acquisto dei DPI, il Corpo ha impiegato nel 2017 oltre la metà del contributo annuale derivante dal piano pluriennale, specifico per l’ammodernamento delle attrezzature. Ultimo problema che troviamo corretto rendicontare al Corpo è quello relativo alla liquidità di cassa. Anche nel 2017, seppure gestito in maniera impeccabile dal nostro Cassiere, registriamo ritardi eccessivi nei pagamenti della pubblica amministrazione (in media di qualche mese, ndr.).

Oltre a questo segnaliamo la difficoltà di avere risposte dagli enti preposti (servizio antincendi) quando le necessità sono diverse dallo standard o dalla routine. In molti casi le richieste vengono analizzate dopo diversi mesi, in molte situazioni rimangono inevase specialmente quando si chiedono informazione direttamente alle strutture apicali.

Con la presente intendo, infine, ringraziare tutti i membri del Corpo per l’impeccabile servizio che prestano, l’Amministrazione Comunale per il supporto e la vicinanza, i Corpi limitrofi di Riva del Garda, Dro, Drena e Tenno con i quali quotidianamente si collabora, anche rispetto a progetti di crescita reciproca volta al miglioramento continuo del servizio, e tutti i cittadini e le attività locali che ci supportano costantemente con supporti economici“.


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