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Aprica, sui profughi le critiche del sindaco Cioccarelli: “Perplessità su metodo e tempistica”

lunedì, 14 settembre 2015

Aprica – Una lettera aperta, al presidente del Consiglio e al Prefetto di Sondrio, criticando il metodo adottato sulla questione profughi e fissando alcuni paletti sull’arrivo dei profughi e chiedendo maggior coinvolgimento della comunità locale e degli amministratori e del sindaco.

Così Carla Cioccarelli (nella foto) fa sentire la sua voce sulla questione profughi: “Certe decisioni devono avvenire ed essere concertate con la comunità locale”.

ECCO LA LETTERA

Al Prefetto di Sondrio Aprica, settembre 2015CarlaCioccarelli 1
Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Nei giorni scorsi anche in Aprica sono giunti i primi profughi. Ritengo necessario manifestarLe le mie perplessità legate al metodo e alla tempistica utilizzate e se mi è consentito fornire alcuni suggerimenti.

L’arrivo nottetempo di queste persone ha generato una comprensibile preoccupazione e il fatto che nessuno dell’amministrazione fosse in grado di fornire delucidazioni riguardo il numero, la situazione sanitaria e quant’altro certo non ha aiutato.

Ormai è chiaro a tutti che questo fenomeno ha raggiunto dimensioni continentali e difficilmente qualcuno potrà chiamarsi fuori, ma stando così la cosa reputo indispensabile che vengano messe in atto tutte le strategie di attenzione e salvaguardia per i nostri cittadini.

I cittadini che mi onoro di rappresentare, come già hanno dimostrato in passato, sono aperti, solidali ed ospitali verso gli stranieri soprattutto se bisognosi; è lecito però che siano altresì spaventati dal possibile impatto devastante sul turismo della nostra località.

Non si tratta di dividere i buoni dai cattivi, ma di capire che una presenza massiccia di questi profughi può mettere a rischio il futuro lavorativo di intere famiglie, le loro attività e i loro investimenti in un tempo di crisi già enormemente complicato.

Personalmente, onde evitare tensioni sociali, che già aleggiano, ritengo sia indispensabile fissare tre punti:

Come prima cosa va definito il numero massimo di persone che ciascuna realtà è in grado di ospitare senza mettere a repentaglio l’equilibrio socio-economico dell’intera comunità (mi sembra che in Germania ed in Inghilterra si stiano muovendo in questa direzione). In secondo luogo è necessario che tutti siano obbligati ad aderire a questo progetto; non sarebbe tollerabile che il potenziale turista facesse una scelta sul suo luogo di villeggiatura basandosi sulla presenza o meno dei profughi nella località stessa. Sono già troppe le discriminazioni che dobbiamo subire nel confronto con altre località, magari con statuti speciali, che sono sistematicamente tutelate e protette.

Infine la cosa più importante: non è assolutamente tollerabile che una scelta che può avere impatti così pesanti sulla vita di un’intera comunità possa essere presa autonomamente da soggetti privati che in questa tragedia intravedono solo una possibilità di lucro. Sono normalmente imprenditori a cui interessa il guadagno immediato, che non hanno rapporti personali con la comunità e che non hanno investito nel paese stesso e quindi poco o nulla hanno da perdere.

La gestione di questa emergenza deve necessariamente passare dalla parte pubblica in modo che queste persone possano essere accolte, tutelate integrate e non ghettizzate; la loro permanenza deve rappresentare un costo ed un’opportunità uguali per tutti.
Vi prego di non cadere nel tranello della divisione tra ospitali e razzisti, ma di metterVi nell’ottica di chi si vede, magari in base alla propria professione, minacciato il lavoro ed il futuro.

Do fin d’ora la mia completa disponibilità alla piena collaborazione in questa direzione, mentre Vi preannuncio il mio totale dissenso qualora permanesse lo stato di gestione attuale.

Da sindaco sarà mio preciso dovere attuare tutte le iniziative in mio potere a tutela dei miei concittadini.

Sperando in un costruttivo confronto porgo cordiali saluti.  Carla Cioccarelli, sindaco di Aprica


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