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Aperto il NOI Techpark, Kompatscher accoglie Boschi e Bressa: “Cambierà l’Alto Adige”

venerdì, 20 ottobre 2017

Bolzano – Il 2 ottobre il parco tecnologico dell’Alto Adige è entrato in attività a Bolzano e stasera è stato aperto ufficialmente con un suggestivo evento-spettacolo, ospiti d’onore i sottosegretari Maria Elena Boschi (Presidenza del Consiglio) e Gianclaudio Bressa (Affari regionali), accolti in serata nel complesso ex Alumix di via Volta dal presidente della Provincia Arno Kompatscher (foto Pertoll).

komp boschiAi giornalisti, prima dell’avvio della cerimonia inaugurale Kompatscher ha ricordato che il Techpark sarà una piattaforma di interscambio tra le buone pratiche imprenditoriali, di innovazione e di ricerca scientifica, e a facilitare questa missione saranno la posizione di cerniera dell’Alto Adige e un territorio attento all’ambiente. Il nome della struttura non è casuale: NOI sta per coabitazione fra montagna e sviluppo, ma indica anche lo spirito inclusivo di questo progetto, che vuole integrare centri di ricerca pubblici, imprese innovative e laboratori di ricerca applicata con il tessuto urbano.

Ad accogliere Boschi e Bressa anche il sindaco di Bolzano Renzo Caramaschi, Helga Thaler Ausserhofer, la Presidente di Business Location Alto Adige (BLS), committente del parco tecnologico, e Hansi Pichler, Presidente di IDM Alto Adige che lo gestirà.

Aperto il NOI Techpark: cambierà l’Alto Adige

“Con il NOI Techpark apriamo un luogo innovativo che cambierà l’Alto Adige. All’insegna del nome NOI, acronimo di nature of innovation, qui sarà fatta innovazione seguendo l’esempio della natura. La natura è un’eccellente maestra, sostenibile, flessibile e innovativa. Anche il NOI Techpark lo sarà”, ha esordito il presidente della Provincia Arno Kompatscher nel suo intervento inaugurale. Ha ricordato che il NOI sta per “nuovo” e per “insieme” e ha ringraziato pubblico e privato per il lavoro di squadra: “Hanno contribuito a creare una strategia vincente. Questo è il primo passo per un progetto a lungo termine.” Un grazie anche a tecnici e maestranze, “che hanno rispettato tempi e costi.” La Provincia, ha aggiunto Kompatscher, “vuole portare a un nuovo livello innovazione e ricerca e promuovere imprese competitive. Per la prima volta c’è un luogo in cui lavorano assieme i tre attori principali: imprese, centri di ricerca e università. Concentrati in questo sito si rafforzano a vicenda, rafforzando così anche l’Alto Adige e il suo richiamo internazionale. Ora tocca a noi, tutti assieme,” ha concluso riprendendo i concetti del NOI.

La sottosegretaria Maria Elena Boschi ha esordito con un saluto in tedesco e ha parlato di una specialità dell’Alto Adige in tutti i sensi, “che combina dinamismo con sviluppo sostenibile, crescita economica e attenzione alle bellezze naturali.” Boschi ha ricordato che “la grande sfida che coinvolge tutte le nostre città, le nostre realtà urbane è quella di mantenere la propria anima, la propria identità, e al tempo stesso fare in modo che i cambiamenti migliorino innanzitutto la vita dei cittadini, diano loro benessere, assicurino loro qualità della vita. L’esempio della green region Alto Adige può essere un modello da seguire anche per le altre regioni”, ha detto Boschi.  Il NOI, secondo Boschi, rappresenta fisicamente “l’idea di sviluppo che tiene assieme il passato, con la salvaguardia di questo complesso industriale, coniugato con le tecnologie del futuro” e ha fatto gli auguri a questa “casa dell’innovazione al centro dell’Europa.”

Un “nuovo quartiere che rappresenta un valore aggiunto per l’intera città e i suoi cittadini”, così il sindaco di Bolzano Renzo Caramaschi ricordando che “un luogo di grande valore architettonico, rimasto però inutilizzato, e con un grande passato produttivo, è stato trasformato in un centro che indica la strada verso il futuro, in cui nasceranno nuove idee per tutta la provincia.” Stasera gli invitati hanno applaudito un evento interattivo con spettacolo, giovani in scena, giochi di luce secondo la performance del regista teatrale Andrea Bernard, che ha ripercorso la storia dell’area industriale e il clima operaio della Zona di Bolzano sud a partire dagli anni Trenta.

Cifre e dati tecnici

La parte centrale del NOI Techpark comprende un volume complessivo di 190.000 m³, a cui vanno aggiunti 750.000 m³ per i moduli di ampliamento. Circa 110 milioni di euro lordi sono stati messi a disposizione dalla Provincia per la sua realizzazione, conclusa rispettando tempi e costi previsti. Il progetto è nato negli studi di architettura Claudio Lucchin di Bolzano e Chapman Taylor di Milano; responsabile del il modulo D1, in cui al termine della realizzazione nel 2018 si insedieranno le imprese private, è l’architetto Wolfgang Simmerle di Bolzano. Il parco tecnologico è stato pianificato con una strategia a lungo termine; l’areale dalla dimensione complessiva di 12 ettari dovrà essere sviluppato nei prossimi 15-20 anni e entro il 2021 è prevista, tra le altre cose, la costruzione di ulteriori laboratori e moduli per le aziende private, nonché di un asilo nido. “Il risultato sarà un distretto votato all’innovazione, un nuovo quartiere per Bolzano, un luogo che ha il potenziale di diventare un punto in cui tutti i gruppi linguistici possano identificarsi”, secondo Kompatscher. Nel 1937, quando fu inaugurato, l’Alumix di Bolzano era il più grande stabilimento per la produzione di alluminio in Italia. Si tratta di un grande esempio di architettura razionalista, posta sotto tutela, che nel NOI viene integrato con la modernità del black monolith, il monolite nero dell’edifico all’ingresso che presenta una copertura di pannelli fotovoltaici scuri e lastre in schiuma di alluminio scura. Di fronte all’entrata svetta la torre piezometrica trasformata in opera d’arte contemporanea, di notte un’illuminazione da set cinematografico esalta le dimensioni del sito.

Dal 2018 al NOI Techpark avranno sede 60 aziende, affiancate da Libera Università di Bolzano, EURAC Research, Fraunhofer Italia, Agenzia CasaClima, Centro di sperimentazione Laimburg ed Eco Research, così come BLS, IDM e artigiani Apa. Le aziende possono usufruire di servizi per l’innovazione e hanno a disposizione un’infrastruttura per ricerca e sviluppo, in primis circa 30 laboratori. La ricerca si orienta sui settori chiave per l’Alto Adige: tecnologie green, food e alpine nonché sul settore ICT & automation.


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