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Mostra del Bitto in Valtellina: l’assessore Fava punta sull’agroalimentare

domenica, 19 ottobre 2014

Morbegno – “Un territorio, quello di Valtellina, con una vocazione ben orientata dal punto di vista agroalimentare, che ha necessità di riorganizzarsi; la componente economica è fondamentale e ora va recuperata in un’ottica di rilancio. Qui c’è identità e tradizione, nicchie produttive che oggi devono trovare spazio sui mercati esteri, gli unici in evoluzione rispetto a un mercato interno negativo”.piatto_pizzoccheri_valtellina_camino

Lo ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava, intervenendo  al convegno ‘Coop & cook’, le sfide delle filiere cooperative di montagna”, organizzato nell’ambito della Mostra del Bitto di Morbegno (Sondrio). Hanno partecipato Attilio Tartarini, presidente Confcooperative Sondrio, e Fabio Perini, presidente Fedagri Confcooperative Lombardia.

“Serve una piattaforma che contempli due necessità – ha sottolineato l’assessore -, da un lato la tutela dei prodotti e dall’altro la loro promozione. Per questo Expo sarà un momento irripetibile per affermare concretamente queste esigenze”.

“Nella nuova programmazione abbiamo le risorse, di più rispetto al passato – ha ricordato Fava -, soldi che devono essere spesi meglio rispetto a un tempo. Una riorganizzazione delle filiere in tal senso potrebbe essere utile a tutti: dobbiamo evitare che si sprechino risorse in mille rivoli, per destinarle al cuore dei problemi. La concentrazione di domanda e offerta, perciò, dovrebbe agevolarci in questo obiettivo”.

“Da qualche tempo ormai stiamo spiegando in Europa come vorremmo declinare Expo su base politica a livello territoriale – ha ricordato Fava -, perché si apra seriamente un dialogo per sostenere la filiera agroalimentare, coniugandolo con il valore della territorialità.

Siamo uno degli ultimi presidi mondiali della biodiversità, un territorio con un patrimonio enorme che va valorizzato. Oggi la
tutela dei nostri prodotti è la nostra linea Maginot: se non riusciamo a promuoverli finiamo nel mondo indifferenziato delle
grandi commodities con cui siamo poco competitivi. Perché produrre cibo qui costa di più, perchè è più buono e più controllato. In un certo senso dobbiamo scontare il fatto che abbiamo specializzato le nostre produzioni, qualificandole: per far emergere questo concetto serve un lavoro di promozione concreto”.

Per l’assessore lombardo “la cooperazione si conferma modello di messa in rete di sistemi che diversamente rischierebbero di essere marginali, in un contesto, l’agricoltura di montagna, dalla specificità molto forte. Per la prima volta nel Psr c’è una declinazione specifica per la montagna, con misure importanti: 460 milioni di euro per gli investimenti aziendali, il tema della consulenza e assistenza tecnica vale 55 milioni di euro, il premio giovani 90 milioni; 9 milioni di euro sono per gli alpeggi, 105 per la forestazione, 197 milioni per i pagamenti agroambientali, 78 per le indennità compensative, 15 per la cooperazione e 65 milioni per i progetti Leader finalizzati alla promozione territoriale. Possiamo dire che i soldi non mancano”.

“E’ necessario promuovere i prodotti in ogni occasione e continuare a insistere perché continuino a essere sempre tutelati – ha ribadito Fava -. Se penso al vino di Valtellina penso a qualcosa di unico, da promuovere perché il mercato sta fuori. La soluzione si chiama internazionalizzazione”. “Pronti dunque a investire sulla promozione territoriale, a cui andranno 65 milioni di euro – ha aggiunto l’assessore -. Fondi che devono andare tutti all’agricoltura. Da noi non esiste ruralità senza agricoltura, non possiamo pensare che quei fondi vadano ai comuni per gestire il territorio. Su questo saremo rigidissimi: un territorio dovrà legarsi a un prodotto simbolo, qui il vino di montagna ha una vocazione storica, un vitigno storico autoctono, un contesto e un sistema, quello dei terrazzamenti, originali ed esclusivi”.

“Dobbiamo insistere sulle vocazioni territoriali, perché l’immagine positiva di un territorio tira poi tutto il resto” ha rilevato Fava. “Quali altri comparti in questo paese possono dire di avere risorse da spendere – ha aggiunto -, come quello agricolo? C’è bisogno del sostegno di tutti, anche della cooperazione, per consolidare la tenuta del sistema, che è garantita solo dal raggiungimento di una marginalità. O mettiamo in sicurezza il mercato o tutti gli sforzi che facciamo e faremo rischieranno di finire nel nulla”.


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