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Anche i sindaci del Trentino a Roma per l’incontro Anci al Parlamento

lunedì, 6 ottobre 2014

Trento - “Un maggiore coinvolgimento nei delicati processi di riforma con l’istituzione di un tavolo di lavoro per discutere in maniera approfondita di temi che riguardano i cittadini e i Comuni: gli Enti amministrativi che sono a diretto contatto con la comunità”.

E’ questo il punto da cui vogliono partire i sindaci per un vero cambiamento del Paese. Un cambiamento concertato e condiviso partendo dal basso. La richiesta l’hanno fatta i circa 600 sindaci italiani, guidati dal Presidente Anci, Piero Fassino, che oggi a Roma hanno avuto un incontro istituzionale nell’Aula di Montecitorio presieduta dall’onorevole Laura Boldrini.pejo lago palu

All’incontro con il Parlamento era presente anche una delegazione di sindaci trentini guidata dal Presidente del Consorzio dei Comuni Trentini Paride Gianmoena e composta da Antonietta Nardin sindaco di Cembra; Sandro Abram sindaco di Sarnonico; Adalberto Mosaner sindaco di Riva del Garda; Fabio Dalledonne sindaco di Borgo; Maria Pia Flaim sindaco di Cles e Andrea Miorandi sindaco di Rovereto. “Il tavolo di lavoro proposto – fa sapere Paride Gianmoena – assumerebbe il ruolo di una conferenza interistituzionale, da svolgersi mensilmente, a cui parteciperebbero i presidenti di Camera e Senato, ministri per gli Affari regionali e dei Rapporti con il Parlamento e i presidenti delle Regioni e dell’Anci.

“Si tratta – aggiunge ancora Gianmoena – di un passaggio decisivo nell’ ottica di un vero decentramento di programmazione e responsabilità. I Comuni – sottolinea – gestiscono servizi e devono avere la titolarità di sapere con certezza quali sono le disponibilità finanziarie da investire e mobilitare. Ma lo possono fare solo partecipando attivamente alle decisioni che attualmente vengono calate dall’ alto. Tutti i temi ed i problemi dello Stato – rimarca sempre il presidente dei Comuni trentini – prima di arrivare a Roma passano dai nostri uffici”. Nell’incontro romano i sindaci hanno, anche, auspicato che si vada verso “il superamento del sistema misto di tassazione, per cui nei Comuni si decidono le aliquote e ad incassare è in gran parte lo Stato. Si decidano, in buona sostanza, i tributi in carico ai Comuni e si lasci a loro la titolarità in esclusiva di decidere come incassarli.

In particolare il Presidente Anci e Sindaco di Torino Piero Fassino ha sollecitato l’autonomia finanziaria, a cominciare “dal superamento del patto di stabilità, definito una cappa che blocca gli investimenti. I sindaci hanno anche ribadito lo sforzo fatto negli ultimi 8 anni. Dal 2007 il comparto ha contribuito al risanamento del Paese per oltre 17 miliardi euro. I numeri in questo caso parlano chiaro, sull’intero debito pubblico i Municipi fanno segnare solo il 2,5% del totale, mentre a livello di spesa sono scesi al 7,6%.


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