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Alto Adige, mercato del lavoro a gonfie vele. Stocker: “Il migliore da dieci anni”

mercoledì, 29 novembre 2017

Bolzano – Un mercato del lavoro in crescita, anzi a gonfie vele con numero interessanti che coinvolgono tutte le classi d’età e categorie. E’ stato presentato questa mattina il Rapporto sul mercato del lavoro provinciale nel II semestre del 2017. Da sinistra nella foto USP/rm  Helmuth Sinn, l’assessora Martha Stocker e Stefan Luther

Bolzano Stocker

“Il miglior semestre degli ultimi dieci anni”: con queste parole l’assessora provinciale al lavoro, Martha Stocker ha presentato oggi la relazione sul mercato del lavoro nel secondo semestre del 2017 elaborata dall’Osservatorio provinciale mercato del lavoro. “Quella che stiamo attraversando – ha affermato la Stocker – è una fase economica caratterizzata da una serie di indicatori molto positivi che coinvolgono tutti i settori e ci lasciano ben sperare per il futuro”. In primo luogo si è abbassato il tasso di disoccupazione dal 3,8% al 3,4%, e nel contempo il tasso di occupazione ha raggiunto il 78,2% superando anche il Tirolo dove questo dato è attestato al 77,8%. Dalla relazione emergono dati positivi anche riguardo all’occupazione giovanile (+5%), particolarmente lusinghieri i risultati ottenuti negli ultimi mesi da numerose aziende, tra le quali la Hoppe, che all’inizio di questa legislatura era in una fase di crisi e nel frattempo ha assunto 250 nuovi addetti. “Grazie a questi risultati – ha commentato Martha Stocker – possiamo guardare con ottimismo al raggiungimento del traguardo dell’80% di occupazione entro il 2020″. L’andamento è stato particolarmente positivo nel settore alberghiero e ristorativo (+9,0%), ma anche nell’assistenza sociale (+4,0%), nel commercio (+3,1%), nei rimanenti servizi privati escluso il commercio (+3,6%) e nelle attività manifatturiere (+2,8%). Il notevole +5,5% nell’edilizia conferma la ripresa iniziata nel 2015 dopo otto anni negativi.

Piena occupazione maschile, crescita per le donne

La fase positiva del barometro congiunturale è stata ulteriormente confermata dal direttore della Ripartizione lavoro, Helmuth Sinn, il quale ha rimarcato che la relazione contiene dati estremamente dettagliati ed aggiornati, dai quali emerge che anche il settore dell’apprendistato evidenzia un leggero aumento. “Per quanto riguarda l’occupazione maschile – ha sottolineato Sinn – ci troviamo in una fase di sostanziale piena occupazione ed un tasso complessivo di disoccupazione che ha raggiunto il 3,4% (2,6% i maschi e 4,4% le donne). Molto soddisfacente anche la situazione per quanto riguarda l’occupazione femminile che in Alto Adige ha raggiunto il tasso del 71,5%, dieci punti al di sopra di quello complessivo nazionale”. Negli ultimi 6 mesi (da maggio a ottobre 2017) l’occupazione dipendente è cresciuta di un ulteriore 3,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma il direttore di Ripartizione rileva che emergono “difficoltà nel reperimento di forza lavoro sia qualificata che generica. Sarà quindi necessario – ha aggiunto Sinn – orientare gli sforzi dell’ente pubblico nel campo della formazione e dell’aggiornamento affinché i giovani acquisiscano le qualifiche più richieste in grado di aumentare il loro livello di occupabilità sul mercato locale”. Tra gli altri dati emersi negli ultimi sei mesi, gli ulteriori 1.644 lavoratori provenienti da altre regioni italiane che hanno trovato occupazione in Alto Adige, e la cui presenza attualmente supera le 12mila unità.

Giovani, anziani, lavoro a chiamata

Il direttore dell’Osservatorio mercato del lavoro, Stefan Luther,ha quindi approfondito tre aspetti della relazione riguardanti specificatamente i giovani, i lavoratori anziani ed il lavoro a chiamata. In merito ai giovani ha ribadito che anche l’occupazione giovanile approfitta in maniera marcata della congiuntura economica positiva con una crescita netta del 5% tra i lavoratori al di sotto dei 30 anni. Riguardo ai lavoratori anziani si conferma l’invecchiamento complessivo della forza lavoro provinciale, un trend non lineare ma addirittura esponenziale con una crescita costante degli ultra 50enni che entrano o rientrano nel mondo del lavoro. Infine, l’abolizione dei voucher ha avuto come conseguenza immediata la forte crescita del lavoro a chiamata pari ad un +193% nel periodo maggio-ottobre 2017 pari a 4.522 nuovi contratti stipulati.


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