QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad
Ad

Ad

Alto Adige: illustrato il disegno di legge provinciale sulla riforma scolastica

venerdì, 25 marzo 2016

Bolzano – La Giunta provinciale ha approvato martedì scorso il disegno di legge di riforma della scuola. Gli assessori provinciali all’istruzione Christian Tommasini, Philipp Achammer e Florian Mussner hanno presentato ieri mattina nel dettaglio gli aspetti più significativi del disegno di legge provinciale che recepisce la riforma scolastica nazionale denominata “La buona scuola”.bolzano scuola

La legge nazionale di riforma del sistema dell’istruzione approvata nel luglio 2015 dal Parlamento (nota come “La buona scuola”) viene recepita dalla Provincia con un apposito disegno che tiene conto delle specificità del territorio altoatesino.
Il testo del disegno di legge approvato martedì scorso dalla Giunta provinciale è stato illustrato nel dettaglio questa mattina a Palazzo Widmann dai tre assessori competenti per la scuola Christian Tommasini, Philipp Achammer e Florian Mussner, alla presenza degli intendenti scolastici Nicoletta Minnei, Peter Höllrigl e Roland Verra.

Gli aspetti più significativi del disegno di legge provinciale riguardano in particolare il Piano triennale dell’offerta formativa, la valutazione del lavoro dei dirigenti scolastici, l’alternanza scuola lavoro, il curriculum dell’alunno, la valutazione delle competenze degli alunni, le nuove graduatorie provinciali, l’anno di formazione e di prova del personale docente, la formazione in servizio del personale docente, le disposizioni relative ai premi di produttività del personale docente.

Nel corso della conferenza stampa l’assessore Tommasini ha sottolineato che il disegno di legge assicura una maggiore autonomia alla scuola altoatesina nel suo complesso ed anche alle singole strutture scolastiche e si ispira ai due meta-obiettivi della sua attività sintetizzati nel potenziamento del trilinguismo e nel rafforzamento del rapporto tra la scuola ed il mondo del lavoro.

Ecco nel dettaglio gli aspetti più qualificanti del disegno di legge approvato dalla Giunta:
Piano triennale dell’offerta formativa
Il Piano dell’offerta formativa da annuale diventa triennale viene pubblicato nel sito dell’intendenza a fini comparativi.

E’ il documento che esprime l’identità culturale della scuola e comprende la sua progettazione curricolare, extracurricolare, educativa e organizzativa.

Costituisce uno dei riferimenti per l’assegnazione del personale.

Comprende la programmazione delle attività formative interne alla scuola.

Le linee d’indirizzo per la sua redazione vengono definite, con il coinvolgimento di tutte le componenti della comunità scolastica, dal Dirigente scolastico. Viene successivamente elaborato dal collegio dei docenti e approvato dal consiglio di istituto, entro il mese di novembre dell’anno scolastico precedente al triennio di riferimento. Può essere rivisto annualmente entro il mese di novembre.

II disegno di legge prevede che, in prima applicazione, il PTOF venga approvato entro febbraio 2017.

Viene pubblicato e aggiornato sul sito internet della scuola e delle Intendenze scolastiche. Per consentire la comparabilità dei piani triennali dell’offerta formativa delle singole istituzioni scolastiche, l’Intendenza scolastica competente fornisce indicazioni sull’articolazione degli stessi.

2. Valutazione del lavoro dei dirigenti scolastici
Tre tipologie di valutazione
La valutazione del lavoro dei dirigenti scolastici si orienta agli obiettivi e all’attuazione del piano triennale dell’offerta formativa nonché al loro profilo professionale.
Essa comprende la valutazione del servizio in anno di prova, la valutazione del servizio annuale e la valutazione del servizio globale:
a) la valutazione dell’anno prova si riferisce al primo anno di lavoro e riguarda tutti gli ambiti previsti dal disegno legge;
b) la valutazione del servizio annuale è una valutazione in itinere e si riferisce a singole competenze o competenze parziali con riferimento agli ambiti indicati nel disegno di legge;
c) la valutazione globale viene effettuata una volta nell’arco dell’incarico dirigenziale e riguarda, come la valutazione in anno di prova, gli ambiti previsti dal disegno di legge.
La valutazione del servizio viene effettuata dall’Intendente scolastico competente, sulla base di proposte di valutazione elaborate dagli ispettori individualmente o in team.
Gli indicatori e i dettagli operativi per la valutazione del servizio sono definiti dalle rispettive Intendenze scolastiche.
L’ammontare del fondo, nonché i criteri per l’assegnazione della retribuzione di risultato continuano invece ad essere definiti con contratto collettivo.
3. Alternanza scuola lavoro
Possibilita’ di svolgimento: anche fuori orario scolastico, fuori provincia e all’estero
Considerata la crescente importanza degli incontri tra le alunne e gli alunni con il mondo del lavoro, si intendono fissare, anche a livello legislativo provinciale, alcuni principi relativi ai “percorsi di alternanza scuola-lavoro” già consolidati nella prassi amministrativa dei dipartimenti all’istruzione e formazione e delle scuole autonome.
I percorsi nell’ambito dell’alternanza scuola lavoro possono essere effettuati:
sia all’interno che al di fuori dell’orario scolastico
anche fuori Provincia o all’estero.
Ai fini di una gestione flessibile, nel disegno di legge non viene fissato un numero minimo di ore di alternanza scuola-lavoro (attualmente già previsto dalle indicazioni provinciali)
4. Curriculum dell’alunno
Novita’ a livello europeo
In analogia alle disposizioni europee e statali, è previsto per ogni alunno e alunna un curriculum personale digitale la cui finalità è, prevalentemente, quella di documentare, in un quadro riassuntivo, le competenze acquisite dalle alunne e dagli alunni.
Del curriculum si tiene conto nello svolgimento dell’esame conclusivo del secondo ciclo di istruzione e formazione.
La Giunta provinciale definisce, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati e in conformità con il modello nazionale, contenuti, criteri e modalità per la realizzazione di una struttura unitaria del curriculum (anche al fine di garantire la mobilità delle alunne e degli alunni nel restante territorio nazionale) e le modalità di pubblicazione.
5. Valutazione competenze degli alunni
Innovazione didattica e valutativa
L’introduzione di nuovi modelli didattici rende necessario, anche nell’ambito della valutazione delle competenze, uno sviluppo di modelli di valutazione innovativi. A tal fine le scuole possono sviluppare, fino alla conclusione del secondo biennio del secondo ciclo di istruzione e formazione, una propria modalità di valutazione (p. es. non utilizzare la valutazione in cifre, decidere che l’ammissione o non ammissione delle alunne e degli alunni non debba avvenire annualmente).
Inoltre, sulla base di un’impostazione didattica che comprende anche tale modalità di valutazione, possono essere formate classi o gruppi che differiscono dall’anno di corso e che possono essere composti da alunne o da alunni di età diversa.
Nel caso di trasferimento ad altra scuola, il consiglio di classe della scuola di provenienza indica l’anno di corso in cui inserire l’alunna o l’alunno.
Per l’esame conclusivo del primo e secondo ciclo di istruzione e formazione sono da osservare le disposizioni ordinarie.
La Giunta provinciale definisce i rispettivi criteri e le rispettive modalità.
6. Nuove graduatorie provinciali
Inserimento nelle attuali graduatorie, abilitazione e tre anni di insegnamento
Viene previsto che alle nuove graduatorie provinciali per le scuole in lingua italiana potranno accedere, oltre agli insegnanti già inseriti nelle attuali graduatorie provinciali, che andranno a esaurimento, soltanto gli insegnanti abilitati che avranno superato un concorso bandito per la provincia di Bolzano.
Tuttavia lo stesso disegno di legge prevede che gli insegnanti abilitati o abilitandi già oggi inseriti nelle graduatorie di Istituto della provincia di Bolzano al fine delle supplenze e che hanno insegnato per almeno tre anni sono ammessi alle nuove graduatorie anche senza uno specifico concorso; le nuove regole si applicano, in definitiva, solo ai nuovi insegnanti.
I tre anni di insegnamento possono essere maturati nelle scuole statali o a carattere statale o nelle scuole paritarie o nelle scuole professionali.

7. Anno di formazione e di prova del personale docente
Possibilita’ di preclusione della ripetizione dell’anno di prova in casi gravi
Il Dirigente scolastico valuta il servizio dei docenti in anno di formazione e di prova. Può discostarsi dal parere del Comitato di valutazione, motivando la propria decisione.
In caso di valutazione negativa, il docente deve sottoporsi ad un ulteriore periodo di formazione e di prova non rinnovabile.
In caso di gravi lacune di carattere culturale, metodologico-didattico e relazionale, segnalate dal dirigente scolastico, l’Intendente scolastico competente, sentito il consiglio del personale docente, può precludere, con provvedimento motivato, la ripetizione del periodo di formazione e prova.
Le disposizioni relative al superamento del periodo di formazione e prova e alle modalità per lo svolgimento del periodo di formazione sono stabilite con deliberazione della Giunta provinciale.

8. Formazione in servizio del personale docente
Obbligatoria, permanente e strutturale
Si stabiliscono alcuni principi in materia di formazione in servizio del personale docente, ai quali le disposizioni contrattuali provinciali, si dovranno orientare:
a) la formazione in servizio è obbligatoria, permanente e strutturale per il personale docente con contratto a tempo indeterminato e determinato;
b) il piano individuale di formazione del personale docente viene concordato con il dirigente scolastico;
c) la formazione in servizio deve fare riferimento al profilo professionale del docente e alle esigenze delle singole istituzioni scolastiche, in coerenza con il piano triennale dell’offerta formativa e con le priorità definite dalla rispettiva Intendenza scolastica.
9. Disposizioni relative ai premi di produttività del personale docente
Non distribuito a pioggia
Il disegno di legge prevede che le disposizioni del contratto collettivo relative al premio di produttività del personale docente debbano tenere conto del fatto che, nell’assegnazione di tale premio, non sia previsto alcun importo di base o importo massimo e che il premio stesso possa essere assegnato anche a un numero limitato di docenti.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136