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Alto Adige: il bilancio 2017 di Kompatscher tra economia, orso, lupo, Europa, migranti e Olimpiadi delle Dolomiti

sabato, 30 dicembre 2017

Bolzano - ”Economia e politica sociale? Sono le due facce della stessa medaglia”. Lo ha detto durante l’incontro di fine anno con i media locali il presidente della Provincia di Bolzano, Arno KompatscherkompatscherTracciando un bilancio della situazione economica in Alto Adige, il Landeshauptmann ha sottolineato i dati positivi che si registrano a livello locale: disoccupazione sotto la soglia del 3,5% che a livello europeo viene considerata piena occupazione, un tasso di forza lavoro attiva pari al 78,2% superiore anche a regioni vicine come il Tirolo. “Il nostro tessuto economico formato da tante piccole imprese – ha spiegato Kompatscher – è stato in grado di reagire al meglio, e in maniera estremamente flessibile, alla crisi internazionale, e ora ha ripreso a crescere e a creare posti di lavoro. Una piccola parte di merito è anche delle politiche portate avanti dalla Giunta provinciale, a partire dalla riduzione dell’imposizione fiscale di nostra competenza”. Oltre a ciò, uno dei dati che sta maggiormente a cuore al presidente Kompatscher è quello relativo al potere d’acquisto, ovvero ai salari depurati dall’inflazione.

“Sino al 2015 – ha commentato il presidente della Provincia – crescevano i salari nominali ma calavano quelli reali, dal 2015 anche quest’ultimo dato, che corrisponde al potere di acquisto dei cittadini, fa registrare una crescita. Si tratta di un fatto estremamente positivo”. Per il futuro, la strategia della Giunta provinciale punta con forza non solo sulla quantità, ma anche sulla qualità dei posti di lavoro, per dare competitività alle imprese e favorire la ricerca e l’innovazione. A tal proposito, Kompatscher ha ricordato che il nuovo parco tecnologico NOI di Bolzano, che ormai non incontra più le resistenze di qualche anno fa, ”consentirà di aprire la porte a questo tipo di sviluppo, anche perchè l’obiettivo è quello di creare all’interno del NOI una facoltà di ingegneriadella Libera Università di Bolzano”. Secondo Kompatscher, questa novità potrebbe rafforzare ulteriormente la rete tra imprese, centri  di ricerca e università.

Altro tema legato a doppio filo non solo alle questioni ambientali, ma anche all’economia, è quello della mobilità, e in maniera particolare del traffico pesante nell’arco alpino. Durante la conferenza stampa di fine anno, Arno Kompatscher ha annunciato che l’8 gennaio parteciperà a Monaco di Baviera ad un incontro europeo sulla questione traffico. “Per la prima volta – ha annunciato – l’Italia si posizionerà in maniera chiara a favore di una crescita dei pedaggi autostradali lungo l’asse del Brennero con l’obiettivo di trasferire il traffico pesante da gomma a rotaia”. Tra i motivi che rendono il Brennero il valico più utilizzato per i passaggi da nord a sud, Kompatscher ha indicato non solo i pedaggi, ma anche il prezzo decisamente inferiore del carburante nel territorio austriaco. Ai seguenti link la possibilità di scaricare video e interviste in alta risoluzione.

Piace la candidatura per le Olimpiadi delle Dolomiti

Una candidatura comune di Alto Adige, Trentino, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Tirolo, per ospitare le Olimpiadi invernali del 2026. “L’idea delle Olimpiadi delle Dolomiti mi piace – ha spiegato il presidente Arno Kompatscher - ma a una condizione: che non vengano sperperati miliardi per costruire impianti e infrastrutture faraoniche”. Nel corso della conferenza stampa di fine anno, Kompatscher ha spiegato di aver già discusso la proposta con il Ministro dello sport Luca Lotti e con il presidente del CONI Giovanni Malagò.

“Le Olimpiadi devono tornare nei luoghi dove gli sport invernali sono nati – ha aggiunto il Landeshauptmann – e possono benissimo farlo utilizzando le strutture che già sono presenti sul territorio. Penso agli impianti di gara, ma anche alle infrastrutture turistiche: non abbiamo bisogno di interventi che rovinano il paesaggio o di opere miliardarie”. Secondo Kompatscher, la sua proposta rappresenta anche una sorta di “provocazione nei confronti del CIO: se non ci si rende conto che questo è un passaggio necessario, le Olimpiadi invernali rischiano seriamente di morire nel giro di pochi anni”.

Orso e lupo, verso un piano di management locale

Poste la basi, assieme a Bruxelles e Roma, per una soluzione locale al tema legato alla presenza di orsi e lupi. Si punta ad un piano di management.

“Stiamo lavorando su tre livelli per giungere ad una soluzione che possa garantire la convivenza con lupi e orsi nell’arco nelle Alpi”. Lo ha annunciato il presidente Arno Kompatscher nel corso della conferenza stampa di fine anno a Bolzano. Il Landeshauptmann ha affrontato la tematica partendo dall’esito positivo degli incontri dell’11 ottobre scorso a Bruxelles, ai quali aveva partecipato anche il governatore trentino Ugo Rossi. Nel corso dei colloqui con i responsabili europei, era emerso che la Convenzione di Berna, che garantisce la tutela massima alle specie animali a rischio di estinzione, consente agli stati membri di avere dei margini di manovra proprio per gestire al meglio gli eventuali problemi di convivenza con l’uomo. “L’Italia – ha spiegato Kompatscher – sino ad ora non ha utilizzato questa opportunità per motivi sostanzialmente politici”. Il tema, infatti, è molto delicato e tende a polarizzare le opinioni, ma è tanto più importante per l’Alto Adige in quanto zona estremamente antropizzata.

“Ci stiamo muovendo contemporaneamente su più fronti – ha aggiunto il presidente altoatesino – per raggiungere i risultati sperati, ovvero per arrivare ad elaborare un piano di management dei grandi predatori presenti sul nostro territorio”. Arno Kompatscher ha spiegato che la Provincia sta lavorando da un lato a Bruxelles per chiedere una revisione dei livelli di tutela, abbassando quella “assoluta” garantita ai lupi, e a Roma per potersi garantire due strade. “Allo Stato italiano chiediamo di consentire l’elaborazione dei piani di management dei grandi predatori – ha commentato – o in alternativa di dare il via libera ad una norma di attuazione che delega le competenze in materia alla Provincia di Bolzano”. Kompatscher ha spiegato di “avere incontrato interlocutori disposti ad ascoltare le nostre ragioni”, e si è dichiarato “ottimista” per quanto riguarda il raggiungimento degli obiettivi.

Meteo: 2017 degli estremi tra temporali, grandine, gelo e neve

A conclusione dell’anno i metereologi della Provincia stilano un breve bilancio dell’andamento climatico.  Iniziato con un inverno asciutto, l’unica vera nevicata che ha interessato tutte le valli altoatesine si è verificata il 13 gennaio, il 2017 è proseguito con una primavera insolitamente calda, interrotta con il fronte freddo di fine aprile. Le temperature più fredde si sono registrate nella notte fra il 20 e 21 aprile con conseguenti danni in agricoltura. Insolitamente connotata da temporali l’estate 2017. Il sistema di rilevamento fulmini altoatesino ne ha registrati 100mila, il valore più elevato dall’avvio dei rilevamenti nel 2007.

Durante i temporali, insolitamente forti anche le grandinate, con i danni maggiori che si sono verificati tra il 9, il 10 e l’11 agosto. Ai Pochi di Salorno sono caduti chicchi di grandine del diametro fino a 7 centimetri. Molto colpita anche la localià di Braies in val Pusteria. La stazione meteo di Dobbiaco nell’arco di tre ore ha rilevato la misura di 65 millilitri di pioggia, una quantità mai registrata nell’arco di 30 anni. L’estate 2017 in Alto Adige, a differenza del resto d’Italia, ha avuto un andamento caratterizzato dall’umidità oltre la media.

Autunno come Giano bifronte, da un lato un mese di settembre freddo e umido, dall’altro un ottobre soleggiato e asciutto. Avvio anticipato per la stagione invernale con nevicate dal 10 all’11 dicembre e anche eventi di pioggia gelata. Un fenomeno raro in un territorio come quello altoatesino caratterizzato dai rilievi montuosi. La temperatura più elevata nel 2017 è stata registrata con 37 gradi a Bolzano il 24 giugno, quella più bassa con -21 gradi il 16 gennaio a Monguelfo. Il 2017 ha fatto registrare anche una percentuale di precipitazioni meteo leggermente oltre il valore medio.

Migranti, soluzione europea e accoglienza diffusa

Profughi, migranti, richiedenti asilo: sono senza ombra di dubbio alcune delle parole più utilizzate nel corso degli ultimi anni. Il tema è stato affrontato dal presidente Arno Kompatscher durante l’incontro di fine anno con i media locali, nel corso del quale è stato ribadito che l’Alto Adige continuerà a fare la propria parte all’interno del contesto italiano ed europeo. “La questione dei migranti potrà essere affrontata e gestita in maniera seria solo tramite una soluzione europea – ha detto Kompatscher – che incentivi e coordini al meglio la cooperazione fra i paesi della UE. Sono stati fatti passi in avanti, gli sbarchi e i morti nel Mediterraneo sono calati, ma la situazione resta comunque drammatica”. Per quanto riguarda nello specifico la realtà altoatesina, il Landeshauptmann ha spiegato che “il numero dei richiedenti asilo è in leggero calo da quest’estate, e attualmente si attesta attorno a quota 1.650 persone. La strategia è quella di attuare un’accoglienza diffusa su tutto il territorio, con piccoli gruppi di richiedenti asilo più facili da integrare nel tessuto locale. Sono convinto che operando in questo modo la situazione sia assolutamente gestibile e non rappresenti un’emergenza”.

Per quanto riguarda la questione dei fuori quota, ovvero di quelle persone senza diritto di asilo ma comunque presenti sul territorio, Kompatscher ha ribadito che “la Provincia farà tutto il possibile per dare un’accoglienza dignitosa a queste persone. Si tratta di una questione umanitaria, anche se la soluzione del problema passa attraverso gli accordi con gli stati di origine per il rimpatrio”. Parlando del caso del ragazzino curdo deceduto nei mesi scorsi a Bolzano, il presidente altoatesino ha sottolineato che “si è trattato di una vicenda drammatica che ha profondamente colpito tutti quanti. Qualcosa non ha funzionato nella catena dell’accoglienza, in quanto il ragazzo e la sua famiglia rappresentavano un cosiddetto “caso vulnerabile”, e sarebbe dovuta intervenire una struttura pubblica”.

Autonomia, Europa e doppia cittadinanza

Anche il presidente Arno Kompatscher, durante l’incontro di fine anno con i media, si è immedesimato giornalista, e ha abbozzato il titolo che desiderebbe avere nel corso del 2018: Bruxelles approva la proposta altoatesina di una cittadinanza europea. “Sono convinto – ha spiegato – che la risposta adeguata alle sfide del giorno d’oggi non possa che essere più Europa“. Immediato, e inevitabile, il riferimento alla proposta di doppia cittadinanza per i sudtirolesi: “Mi chiedo se questa idea – ha sottolineato Kompatscher – possa essere compatibile con la visione che abbiamo del nostro territorio, un territorio geloso delle proprie tradizioni, ma anche plurilingue e convintamente europeo. In ogni caso il cancelliere Kurz ha ribadito che la questione sarà portata avanti solamente in pieno accordo con le autorità italiane, e dunque con un approccio europeista”.

Proprio lungo l’asse Roma-Vienna, Kompatscher ha ricordato l’incontro di Merano con i presidenti Mattarella e Van der Bellen per i 25 anni della quietanza liberatoria. “In quell’occasione – ha sottolineato – è stato dichiarato apertamente che l’Italia non mette più in dubbio la funzione di potenza tutrice dell’Austria nei confronti dell’autonomia altotesina, ed è proprio questo ancoraggio internazionale, che parte dall’Accordo di Parigi, che rende la situazione dell’Alto Adige molto diversa da quella catalana”. Restando a ciò che è accaduto nel 2017, Kompatscher ha fatto riferimento anche alla scritta apposta sul bassorilievo di Piffrader con Mussolini a cavallo, ricordando che “la storia non va cancellata, ma deve restare come ricordo e, soprattutto, come monito per non ripetere gli errori che sono stati commessi nel passato”.

In tema di autonomia, il presidente altoatesino ha aggiunto che “la Provincia di Bolzano sostiene le richieste di altre regioni italiane, come il Veneto e la Lombardia, di maggiore potere di autogoverno del territorio”, ma ha anche precisato che “queste legittime aspirazioni in senso federalista non devono essere confuse con l’autonomia dell’Alto Adige. Un’autonomia – ha concluso Arno Kompatscher – che è speciale non solo perchè si basa su un accordo internazionale, ma anche perchè si pone come obiettivo quello di tutelare le minoranze linguistiche presenti all’interno del territorio locale”.


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