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Alto Adige: il 2015 è stato un anno denso di novità. Il bilancio del presidente Kompatscher

mercoledì, 30 dicembre 2015

Bolzano – Alto Adige – Europa. Questo lo slogan con il quale il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, ha chiuso il suo colloquio di fine anno con i rappresentanti dei media locali. “Vogliamo che la nostra diventi una regione modello nell’ambito di una UE che sta vivendo una fase di difficoltà”, ha spiegato Kompatscher, il quale aveva precedentemente illustrato la sua visione per il futuro della Provincia.kompatscher

“Serve un’autonomia sempre più dinamica – ha sottolineato – capace di innovarsi per adeguarsi alle mutate condizioni generali. Siamo una regione con una forte identità e con un grande attaccamento alle nostre radici, ma la vera eccellenza è il fatto di far convivere nello stesso territorio più lingue e più culture: questo ci deve spingere, dunque, ad avere uno sguardo sempre più aperto verso l’esterno, senza chiusure di alcun tipo”.

Uno degli esempi portati dal Landeshauptmann per spiegare come si possa concretizzare questo tipo di strategia è stato quello riguardante la gestione delle persone richiedenti asilo. “Sui profughi abbiamo lavorato a stretto contatto non solo con Roma e con Vienna, ma anche con Tirolo e Baviera – ha commentato Kompatscher – e sono convinto che proprio la grande esperienza di convivenza maturata in Alto Adige ci sia stata d’aiuto nel limitare le spinte populistiche. Abbiamo distribuito piccoli gruppi di rifugiati sul territorio, inizialmente nei paesi c’era scetticismo, ma grazie al grande lavoro di rete delle istituzioni e del mondo associazionistico la paura si è trasformata in una opportunità di crescita e sono molte le esperienze positive”. Altro passaggio chiave di questa visione europeista dell’Alto Adige è poi legata alla strategia macroregionale alpina di EUSALP.

“Il ruolo della nostra Provincia sarà molto forte – ha sottolineato Arno Kompatscher – e lo dimostra il fatto che 3 dei 9 gruppi di azione che verranno creati saranno guidati proprio dall’Alto Adige: sia direttamente per quanto riguarda l’energia, sia indirettamente tramite l’Euregio nei settori della mobilità e dello sviluppo del territorio alpino”. Tornando al tema dell’autonomia, infine, il presidente altoatesino ha ribadito gli ottimi risultati raggiunti nelle trattative con il governo nazionale e ha spiegato il senso del cosiddetto Convento dell’autonomia. “Servirà a capire i punti di forza e di debolezza del nostro sistema – ha spiegato Kompatscher – a rafforzare nella popolazione, tramite il coinvolgimento della società civile, il senso di appartenenza, e soprattutto a capire in che direzione muoverci per sfruttare al meglio le potenzialità della nostra autonomia”.

Secondo il presidente Kompatscher, il 2015 che sta per concludersi ha portato con sè la conclusione di alcuni grandi progetti come l’accordo sul finanziamento dell’autonomia e la fusione tra SEL e AEW in Alperia, ma sono tanti i progetti ancora in corso per i quali il filo rosso da seguire è la partecipazione. “Ho preso parte a 32 incontri pubblici sul territorio – ha spiegato il Landeshauptmann – e ho trovato cittadini di ogni età, tra i quali anche molti giovani, estremamente interessati non solo ad avere informazioni di prima mano sulle principali vicende politiche, ma anche ad avanzare idee e proposte. Questa si chiama partecipazione, nel senso più letterale del termine”. E a proposito di partecipazione, l’esempio più lampante da questo punto di vista è rappresentato dalla questione aeroporto.

“Sin dall’inizio era stato chiaro che volevamo chiedere il parere dei cittadini – ha sottolineato Arno Kompatscher – e non è vero che il referendum sia una “non decisione” della politica. Tutt’altro: si tratta proprio di una precisa scelta. L’aeroporto di Bolzano ha vissuto una storia molto travagliata, ci sembra giusto mettere le carte sul tavolo e chiedere il consenso alla nuova strategia di sviluppo”. Per il presidente altoatesino, inoltre, “la portata di questo referendum andrà anche al di là della singola questione: si tratta del primo quesito proposto da una maggioranza di governo, e speriamo che al termine di un dibattito pubblico sereno e costruttivo la popolazione possa riavvicinarsi alla politica. Riteniamo – ha aggiunto Kompatscher – che questa sia la strada da seguire sui grandi progetti: partecipare, anzichè fermarsi al “no” a prescindere”.

Altro tema perenemmente al centro dell’agenda politica è poi quello riguardante la riforma sanitaria. “Abbiamo pochi medici – ha sottolineato il presidente della Provincia – dobbiamo specializzarci meglio, migliorare la qualità del servizio e aumentare il numero degli interventi e delle zone di riferimento. I gruppi di lavoro hanno elaborato i profili di attività dei nostri ospedali, compresi i più piccoli, le risorse finanziarie sono a disposizione: ora si tratta di procedere all’assunzione del personale medico, quindi toccherà ai Comprensori sanitari entrare nella fase operativa della riforma”. Il 2015, inoltre, è stato l’anno di svolta sulla questione energia: dalla fusione fra SEL e AEW nella neo-nata Alperia al passaggio della produzione energetica locale in mani altoatesine. “Abbiamo creato i presupposti per uno sviluppo sostenibile di tutto il settore – ha spiegato Arno Kompatscher – e per il raggiungimento dell’obiettivo di creare un vero e proprio Klimaland Alto Adige”.

L’anno che sta per concludersi, inoltre, ha portato con sè anche l’accordo con Roma per il finanziamento dell’autonomia. “D’ora in poi ogni modifica – ha ribadito Kompatscher – dovrà avere non solo l’assenso di Bolzano, ma anche quello di Vienna”. Ultimo tema affrontato è stato quello della nascita di IDM, la nuova azienda speciale dell’economia frutto della fusione fra BLS, Alto Adige Marketing, TIS ed EOS. “Non sarà solo una società di servizi – ha concluso il Landeshauptmann – ma un vero e proprio think thank sullo sviluppo della nostra Provincia. Oltre al CdA, infatti, saranno a breve operativi dei comitati di esperti che coinvolgeranno manager e tecnici, sia interni che esterni a IDM”.

IL 2015 IN ALTO ADIGE
Il 2015 è stato un anno ricco di novità per l’amministrazione provinciale: è stata varata una nuova legge sull’ordinamento del personale provinciale e dopo cinque anni di fermo sono ripartite le contrattazioni collettive intercomparto con i sindacati.

Con le disposizioni relative alla legge di stabilità 2016 sono stati creati i presupposti per l’assunzione a tempo indeterminato del personale precario, chiesta soprattutto dal personale delle scuole dell’infanzia. L’anno si è concluso all’insegna della proposta di legge sull’amministrazione aperta e digitale.

L’assessora competente Waltraud Deeg tira le somme: “Il 2015 è iniziato e si conclude con due proposte di legge di grande importanza: il nuovo ordinamento del personale e la proposta di legge sull’amministrazione aperta e digitale. Entrambe le iniziative hanno uno scopo comune: preparare l’amministrazione provinciale al futuro, rendendola più efficiente e innovativa”.

Tra gennaio e maggio, l’attenzione si è concentrata sul nuovo ordinamento del personale. Il 13 gennaio la proposta di legge è stata approvata dalla giunta provinciale, a maggio è arrivato il varo definitivo da parte del Consiglio provinciale. Quattro i pilastri fondamentali attorno a cui ruota il nuovo ordinamento del personale.

Il primo riguarda lo sviluppo di una sinergia fra generazioni. In futuro, inoltre, le retribuzioni dei dipendenti dovranno essere improntate a principi di maggiore equità tenendo conto delle prestazioni e dei risultati effettivamente raggiunti, mentre il terzo pilastro si chiama mobilità e flessibilità. Il quarto e ultimo pilastro, infine, è costituito dal ruolo sociale della Provincia.

Soddisfatta l’assessora al personale Waltraud Deeg: “Siamo riusciti a creare una base giuridica solida e affermare le nostre competenze autonome nell’ambito del personale”. La proposta di legge è stata elaborata assieme al direttore del personale Engelbert Schaller, che a marzo è andato in pensione dopo 38 anni di servizio nell’amministrazione provinciale.

Il 2015 inoltre è stato un anno all’insegna dell’amministrazione innovativa.  A marzo oltre 360 dirigenti dell’amministrazione provinciale hanno partecipato a 13 workshop per acquisire il know-how necessario a stilare i piani della performance, che elencano le prestazioni di ogni ufficio e definiscono futuri obiettivi di sviluppo. Ogni unità organizzativa nel corso dell’anno ha elaborato un piano della performance che fungerà da strumento di pianificazione e governance pluriennale, in sostituzione dei programmi di lavoro annuali finora in uso.

A marzo è stato nominato anche il Comitato di revisione della spesa pubblica, composto da Luca Bisio, Thomas Koler, Ines Pellegrini, Kurt Promberger e Martin Steinmann, chiamati ad analizzare nel dettaglio il bilancio provinciale e le singole voci di spesa. Per portare alla luce possibili ambiti di risparmio è partita anche la critica dei compiti – un sistema che ha portato ad analizzare, nel corso dell’anno, oltre 1.500 singole prestazioni dell’amministrazione provinciale rispetto ai loro costi e benefici. “Questo procedimento mette in luce eventuali doppioni e ci permette di migliorare”, sottolinea Deeg.

Dopo un periodo di stallo di cinque anni, in autunno sono ripartite anche le contrattazioni collettive con i sindacati. Una delle priorità indicate da Waltraud Deeg è la stabilizzazione dei contratti di lavoro precari nella pubblica amministrazione.

Il 22 dicembre la Giunta provinciale a questo proposito ha dato il via libera alla firma del contratto di comparto che prevede di bandire, entro il 2018, i concorsi necessari ad assegnare in maniera definitiva i posti attualmente coperti da dipendenti con contratto a tempo determinato, che non hanno avuto la possibilità di partecipare a nessun concorso. “In questo modo – sottolinea l’assessora al personale Waltraud Deeg – facciamo sì che i dipendenti attualmente assunti con contratti a termine possano stabilizzare la propria posizione, superando un concorso”.

In ottobre, l’assessora al personale Waltraud Deeg ha incontrato gli addetti alle scuole dell’infanzia durante sei serate per accoglierne i suggerimenti. “La situazione del personale nelle scuole dell’infanzia attualmente è molto complessa.

Si lavora in un contesto completamente diverso rispetto a qualche anno fa, quando sono stati definiti i termini delle condizioni lavorative”, spiega Deeg. I suggerimenti raccolti ora saranno discussi a livello politico. Un primo risultato è stata l’introduzione, con la legge di stabilità 2016, della possibilità di aumentare il numero dei contratti di lavoro a tempo indeterminato fino al 120 per cento del contingente previsto.

La seconda importante proposta di legge nell’ambito della pubblica amministrazione è stata approvata dalla Giunta provinciale a dicembre 2015.

Si tratta del disegno di legge provinciale sull’amministrazione aperta e digitale, che prevede un ampio adeguamento alle normative statale ed europea della legge provinciale n. 17/1993, che disciplina il procedimento amministrativo e l’accesso ai documenti amministrativi.  Il ddl introduce una serie di novità per semplificare e velocizzare i procedimenti amministrativi, garantire trasparenza, imparzialità e leggibilità, incrementare la qualità e l’efficienza. Strumenti essenziali in questo processo sono le tecnologie digitali. Un passaggio importante è il vincolo di un termine unitario di 30 giorni per espletare tutti i procedimenti amministrativi.

“La nostra proposta parte dal principio che l’amministrazione è al servizio dei cittadini, non viceversa”, sottolinea Deeg. “In questo contesto, la digitalizzazione getta le basi per garantire procedimenti chiari, semplici e trasparenti”. Il disegno di legge sarà discusso dal Consiglio provinciale a primavera 2016. “Questo disegno di legge è un tassello fondamentale nel processo dell’amministrazione innovativa, che avrà un ruolo importante anche nel 2016″, conclude Deeg.


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