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Alto Adige, Arno Kompatscher ricorda “Il Los von Trient”

martedì, 14 novembre 2017

Castel Firmiano -  “Il Los von Trient pronunciato da Silvius Magnago a Castel Firmiano è stato il momento di partenza verso la vera autonomia”, lo ha detto oggi il presidente della Provincia Arno Kompatscher ricordando la storica manifestazione di Castel Firmiano, che tra pochi giorni celebrerà i suoi primi 60 anni.

kompatscher

Era il 17 novembre, infatti, quando 35mila sudtirolesi si radunarono alle porte di Bolzano per rivendicare più diritti e una maggiore tutela per la minoranza di lingua tedesca. “Quella data – ha proseguito Kompatscher – fu l’avvio di un percorso che partì dalla delusione del 1948 e portò la questione altoatesina di fronte all’ONU all’inizio degli anni ’60. Poi vi furono gli ulteriori passaggi storici come il secondo Statuto di autonomia del 1972 e la quietanza liberatoria del 1992″.

Facendo un passo indietro, Arno Kompatscher ha ribadito che “con il primo Statuto si diede vita ad un’autonomia regionale, realtà all’interno della quale la popolazione sudtirolese era una minoranza, e non poteva contare sugli strumenti di tutela previsti dall’Accordo di Parigi del 1946″.

Fu in questo contesto che il 17 novembre del 1957, l’allora segretario della SVP e futuro presidente della Provincia, Silvius Magnago, pronunciò il famoso «Los von Trient». “Lo fece in un clima di tensione – ha sottolineato l’attuale Landeshauptmann – che venne placata solo dall’autorevolezza di Magnago, il quale riuscì ad indicare la strada verso una politica coraggiosa ma al tempo stesso realistica per l’autonomia”.

E proprio questo, secondo Arno Kompatscher, è il messaggio che rimane, a 60 anni di distanza, dalla manifestazione di protesta di Castel Firmiano. “Anche all’interno della Giunta provinciale viviamo questa data come un onere – ha concluso Kompatscher – l’onere di continuare lungo la strada della difesa della nostra autonomia, ampliandola e tenendola al passo con i tempi. Tutto ciò facendoci guidare dallo spirito di allora: dal coraggio e dal realismo di Silvius Magnago”.


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