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All’assemblea della Federazione delle scuole materne di Trento si è discusso di stabilizzazione e trilinguismo

lunedì, 19 gennaio 2015

Trento – All’assemblea della Federazione provinciale Scuole materne di Trento che si è tenuta a Ravina di Trento e che conta 136 scuole e 8.660 bambini il presidente Rossi ha lanciato un messaggio chiaro. “Parto, anche quest’anno, con un ringraziamento, perché voi che partecipate a questa assemblea avete saputo mettere al centro della vostra attività il valore, importantissimo, dell’educazione, sulla base del quale avete costruito un percorso fatto di qualità e innovazione riconosciuti a livello internazionale.

Come amministrazione provinciale, all’interno di questo percorso, abbiamo cercato sin dall’inizio della legislatura di introdurre alcuni elementi di sfida e di ulteriore miglioramento. Due le tematiche: implementare le lingue straniere fin dalle scuole materne e, dall’altra, ricercare tutte le vie possibili per garantire maggiore stabilità ai rapportAssemblea scuole maternei di lavori dei nostri insegnanti”.

Queste le parole del presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, che ha partecipato all’assemblea della Federazione Scuole materne a Ravina di Trento, con la dirigente generale del Dipartimento della conoscenza Livia Ferrario e il dirigente del Servizio infanzia e istruzione Roberto Ceccato. In apertura il presidente della Federazione, Giuliano Baldessari, ha presentato la realtà della Federazione. Tra i relatori anche Paolo Castelli, assessore all’istruzione e sport del Comune di Trento, e Roberto Festi, vicepresidente della Federazione.

 GLI OBIETTIVI

Stabilizzazione e trilinguismo sono dunque obiettivi intrinsecamente legati: “Per puntare alla diffusione delle lingue straniere abbiamo dovuto cercare – ha detto il presidente Ugo Rossi – alcuni elementi che controbilanciassero il maggiore impegno. Per questo abbiamo avviato un processo di stabilizzazione di circa 240 insegnanti, di cui 86 nel settore delle scuole equiparate. In un campo che è sempre stato considerato di spesa, anche importante, a carico del bilancio provinciale, noi abbiamo dimostrato che si può investire”. Il tema delle lingue porta con sé una partita importante, per il futuro, l’apertura al contesto europeo, perché le lingue straniere sono un elemento straordinario di competitività: “Abbiamo bisogno – ha proseguito Rossi – di colmare un divario col resto dei Paesi europei, per questo abbiamo preso una decisione importante in una logica di fiducia e di investimento sul futuro, mettendo a disposizione del sistema scolastico 36 milioni di euro: si tratta di una decisione politica di rilievo ed è un elemento di grande fiducia a disposizione dei nostri ragazzi; sta, in sostanza, a dimostrare che c’è ancora la possibilità di investire, che possiamo darci obiettivi ambiziosi. Per uscire dalla crisi non basta investire nelle opere pubbliche, dobbiamo investire anche nel capitale umano”.
Competitività, poi, e corsa continua nell’essere i migliori, ma anche attenzione alle diversità: “Siamo tutti impegnati a correre – ha detto il presidente – ma ci sono bambini e ragazzi che non corrono come gli altri: anche quest’anno abbiamo preso la decisione di allocare ulteriori risorse per i bisogni educativi speciali”.

L’amministrazione provinciale, in questo 2015, lavorerà anche sull’organizzazione dell’offerta scolastica: “Che la vicinanza alle comunità delle scuole materne equiparate sia un valore di riferimento è un dato di fatto, direi che ne è un segno distintivo, però dobbiamo anche guardare in faccia la realtà: nei luoghi dove il sottodimensionamento è oggettivo dobbiamo fare una riflessione con buonsenso, cercare di coniugare la tradizione con l’innovazione”.
Infine, sul tema dei finanziamenti, il presidente Ugo Rossi ha evidenziato: “A fronte di un calo delle risorse disponibili sul bilancio della provincia di rilievo, il finanziamento sulle scuole è stato poco più di un punto percentuale, questo vuol dire che abbiamo operato delle scelte, tenendo fermi i settori tradizionali di coesione sociale, di benessere e di qualità della vita fra cui, appunto, le scuole”. In conclusione: “Abbiamo davanti a noi un anno che non sarà facile, ma sicuramente sarà anche stimolante: siamo tutti chiamati a dare il meglio di noi per mettere a disposizione dei nostri figli un’esperienza educativa che li faccia diventare persone mature, responsabili, impegnate, vorrei dire ambiziosi e solidali. Persone che siano capaci di praticare più di dichiarare, di saper essere, ovvero abbiamo bisogno di un’esperienza educativa che permetta ai nostri bambini di diventare cittadini orgogliosi della nostra comunità, dove la tradizione dell’autogoverno si coniuga con l’apertura agli altri e al mondo”.

IL PRESIDENTE BALDESSARI

Nel corso della sua relazione, il presidente della Federazione Giuliano Baldessari (al centro nella foto), ha presentato la relazione, dal titolo “Coltivare speranza del futuro. Il nostro patrimonio educativo per andare oltre la crisi”, evidenziando, fRossi assemblea maternera i temi di confronto con la Provincia, il piano di stabilizzazione del personale precario, l’ampliamento del progetto di accostamento alle lingue straniere nella scuola dell’infanzia e l’investimento in formazione. Quindi ha riportato i numeri del sistema delle scuole dell’infanzia equiparate associate alla Federazione, che si compone di 136 scuole organizzate in 21 circoli di coordinamento, 376 sezioni per 8.660 bambini – di cui 1.075, cioè il 12,42%, provengono da 56 nazionalità diverse – 1.108 insegnanti e 513 tra operatori d’appoggio e cuochi. Nell’ambito dei servizi socio-educativi rivolti alla prima infanzia (0-3 anni) fanno parte di questo sistema, in collaborazione con la Cooperativa Bellesini e con “Prospettiva Bambini s.r.l.”, 19 nidi d’infanzia per 527 bambini, 147 tra educatrici e coordinatrici interne e 66 tra ausiliari e cuochi.


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