QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad


Ad
Ad

Al Festival dell’Economia di Trento il rapporto Turchia-Europa e le prospettive per il professionista del futuro: gli spunti emersi

domenica, 5 giugno 2016

Trento – Rapporto Turchia-Europa: se ne è parlato con Antonio Spilimbergo e Sinan Ülgen, coordinati dal giornalista Marco Ansaldo. L’Europa non è mai riuscita ad abbracciare la Turchia senza ambiguità. Quando sono stati avviati i colloqui di adesione all’Unione Europea, il 74% della popolazione turca era a favore di questo scenario. Poi l’approvazione pubblica è scesa enormemente e il governo turco non ha più sfruttato l’enorme sostegno iniziale. Oggi il Paese è nel bel mezzo di una battaglia ideologica e il governo turco sostiene la visione di una Turchia come potere indipendente e non membro dell’Europa.festival

Questo significa sprecare un’opportunità importante. Per l’Europa, ma anche per la Turchia che potenzialmente avrebbe potuto dimostrare che l’Islam è compatibile con democrazia e modernità.

La Turchia ci guarda dalle prime pagine dei giornali, accade sempre più di frequente, è una costante sui media, e la guardiamo pure noi, con estrema attenzione, perché è diventata un Paese centrale nell’economia internazionale, per una molteplicità di ragioni. Non solo per la sua importante posizione geo politica e geografica, o perché Istanbul è una grande capitale internazionale sebbene non sia capitale della Turchia, unica città al mondo che poggia su due continenti. Ma anche per il problema incandescente dei migranti, per il confronto di due mondi diversi Occidente e Oriente, per il dibattito molto acceso su culture e fedi diverse che spesso non riescono a dialogare e ad interagire senza difficoltà. La Turchia preoccupa inoltre, per la spinta autoritaria che riguardano la libertà di espressione. Sta vivendo due guerre, una interna, quasi nascosta, col PKK, che si è spostata dalle montagne alle città, e una esterna, in Siria, contro il Califfato islamico.

Quale è quindi, il rapporto attuale che lega Europa e Turchia? Sinan Ülgen parla di una Turchia che dopo 22 negoziati per entrare nell’Unione Europea con esiti di successo, oggi vive uno scenario diverso, con la concreta possibilità di un grave insuccesso. I rapporti della Turchia con l’Europa si sono basati sempre su una serie di obiettivi, primo tra tutti l’adesione all’Unione Europea. Diversamente dagli altri Paesi aderenti, l’Europa però, non è mai riuscita ad abbracciare la Turchia senza ambiguità, e quindi il Paese è bloccato nei suoi negoziati di adesione. Per una serie di motivi, come fattori economici, resistenze turche ma anche europee di coloro che vogliono un’Europa più federale. Da parte dell’Europa, non c’è mai stata una vera e propria accoglienza nei confronti della Turchia, che da parte sua, ha però delle responsabilità importanti.

Quando sono stati avviati i colloqui di adesione, il 74% della popolazione turca era a favore di questo scenario. Poi l’approvazione pubblica è scesa a picco e il governo turco non ha più sfruttato l’enorme sostegno iniziale. Oggi il Paese è nel bel mezzo di una battaglia ideologica, uno scontro di valori, sul desiderio di organizzare la società, sul futuro del Paese che inevitabilmente riguarda l’adesione all’Europa.

I giovani hanno perso qualsiasi illusione rispetto all’Europa, e credono che gli europei non li accetteranno mai. Oggi solo il 50% della popolazione vuole entrare in Europa. E solo il 20% ci crede davvero. L’entrata della Turchia in Europa non è più credibile. Questo è il dato drammatico.

La politica ufficiale del governo turco parla di adesione ma nella realtà, nell’effettivo comportamento, l’agenda non converge verso questo obiettivo. Il governo sostiene una visione di una Turchia come potere indipendente e non membro dell’Europa. Questo significa sprecare un’opportunità importante. Per l’Europa, perché non essendo riuscita ad abbracciare la Turchia e avendo lasciato spazio a questa delusione, ha fatto sì che l’Europa non riuscisse a dimostrare la sua maturità basata sull’apertura ad un paese mussulmano. Ma è un’opportunità persa anche per la Turchia che potenzialmente avrebbe potuto dimostrare che Islam è compatibile con democrazia e modernità.

Per il futuro si prospettano due scenari: se tutto rimane immutato, la Turchia avrà difficoltà a definire i suoi rapporti con la Russia e vedrà l’Europa come una rivale. Un secondo scenario, dopo il 23 giugno, più ottimistico, ipotizzabile con l’uscita del Regno Unito dell’Europa, porterebbe inevitabilmente ad intensificare i rapporti tra i due Paesi.

In definitiva, le dinamiche che in questi anni si sono sviluppate, hanno portato ad un pessimo equilibrio tra Turchia e Europa, dove a perderci sono entrambe. A meno che non si riesca a riscrivere il futuro.


Quali prospettive per il professionista del futuro?

Da Festival a Festival. Nell’ampia cornice del Festival dell’Economia, non poteva mancare uno sguardo particolare ai giovani professionisti, vera spinta dell’economia del futuro. A loro è dedicato il Festival delle Professioni, quinta edizione dell’evento curato da GiPro, l’associazione che riunisce i testimonial più giovani dei principali albi professionali e che tornerà a Trento dal 13 al 16 ottobre prossimo. Alla presentazione ufficiale, ospitata oggi pomeriggio nella sala congressi dell’Hotel America, l’assessore provinciale Carlo Daldoss, in una doppia veste istituzionale e professionale: “Quello trentino è un territorio che la capacità di essere sempre innovativo – spiega l’assessore provinciale con delega alla coesione territoriale, urbanistica, enti locali ed edilizia abitativa – lo abbiamo sotto gli occhi in questi giorni con il Festival dell’Economia. Quello del Festival delle Professioni è però un’altra iniziativa che si inserisce nel contesto di stimolo e di fermento che caratterizza il nostro territorio a vantaggio delle nuove generazioni, con nuovi strumenti e nuove reti di collaborazione”.

Non a caso l’edizione 2016 del Festival delle Professioni ha come sottotitolo #professionistafuturo e pone al centro il tema, molto attuale, del ruolo prospettico del professionista. Saranno quattro giorni di convegni, esposizioni, incontri e testimonianze che ambiscono a gettare un ponte virtuoso tra l’oggi, con i suoi primi segnali di ripresa economica, e il domani, con tutte le incertezze di un inevitabile cambiamento.

Non senza escludere, però, possibili grandi opportunità. “Anche io sono un libero professionista, prima che Assessore – spiega Daldoss – e so bene cosa vuol dire per un giovane affrontare le nuove sfide del mercato. Il mio consiglio è quello di proseguire sempre in quello che si crede, con determinazione, con passione, con la volontà di volere fare bene il proprio lavoro. Certo, rispetto a venti o trent’anni fa, adesso le cose sono cambiate. Il lavoro bisogna andarselo a cercare e troppo spesso la richiesta non soddisfa i parametri della domanda. Oggi il giovane professionista deve sapersi reinventare, deve sperimentare nuove strade e nuove soluzioni per rimanere competitivo. in questa direzione il Festival delle Professioni non può che essere uno stimolo a guardare oltre ciò che sembra l’ordinarietà, a mettersi in gioco, a inventare nuove possibilità di lavoro e di conoscenza e metterle a disposizione in un contesto che fuoriesce dai confini territoriali, per esportare quelle buone pratiche che possano rendere il Trentino un esempio di eccellenza e che non possano che essere solo un inizio di qualcosa di più ampio”.

“Il Trentino in questo può essere laboratorio d’avanguardia – rafforza la presidente di GiPro, l’architetto Alessia Buratti. In questi anni abbiamo rafforzato la sinergia con le scuole superiori, in particolare con il quarto e il quinto anno, e con le università sul territorio, per costruire percorsi formativi che siano adatti alle nuove forme del mercato del lavoro, e per sviluppare iniziative in ottica futura. GiPro, nata nel 2009, raccoglie al suo interno 22 ordini professionali ed è il primo esempio nazionale di tal genere, mentre ora sta nascendo anche GiPro Campania. Creare una rete nazionale degli ordini e dei collegi nazionali e sviluppare collaborazioni con enti sul territorio rientrano tra gli obiettivi per la prossima edizione (a tal proposito ci sarà un workshop coordinato da Alessandro Garofalo). Nel contesto attuale si sente la mancanza di un sistema di welfare sociale, che possa supportare lo sviluppo e le potenzialità dei giovani professionisti, con un occhio particolare alla condizione delle donne”.

“Punti che non saranno trascurati nell’implementazione delle politiche provinciali future – rassicura Daldoss – molto è stato fatto, ma si può fare di più. Perché la gioia della maternità non può essere solamente uno sforzo. È certamente compito della politica sostenere questa svolta, economica e culturale, perché ogni investimento fatto in questo campo è un investimento fatto per il futuro”. Gli obiettivi del GiPro sono ambiziosi, in particolare si vuole favorire l’arrivo a Trento del maggior numero di partecipanti grazie alle partnership recentemente rinnovate ed avviate con istituzioni pubbliche e private del territorio, ed in particolare grazie al supporto strategico e operativo di KBS Italia, l’agenzia incaricata per il supporto integrato all’evento con particolare attenzione alle nuove tecnologie digitali.

Per la prossima edizione il Festival avrà una connotazione dinamica, con interessanti location di riferimento, come la sala conferenze di Fondazione Caritro, partner dell’iniziativa, e ampie piazze del centro storico di Trento, per favorire incontri in forma de-strutturata. Ed in chiusura l’intervento di alcuni rappresentanti di ordini professionali associati a GiPro.

Il presidente dell’ordine dei Commercialisti, Postal, ha sottolineato ad esempio l’importanza di una visione europeista e comunitaria delle professioni, in quanto esistono ancora differenze sostanziali da Paese a Paese. Il presidente dell’Ordine dei Periti Industriali, Bendinelli, ha invece espresso il suo augurio per lo sviluppo di iniziative, come questa, che possano leggere “in anticipo” le esigenze di un cambiamento in atto, mettendo a disposizione dei giovani professionisti strumenti per rimanere ed essere sempre più competitivi sul mercato.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136