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Agricoltura montana, la ricerca e un piano d’azione quinquennale sulla trasformazione alimentare

sabato, 5 settembre 2015

Bolzano – Il Progetto di ricerca per l’agricoltura montana e il piano d’azione 2016-2020 per la trasformazione alimentare è stato presentato a Bolzano. «La ricerca, la sperimentazione e la formazione sono dei pilastri per lo sviluppo dell’agricoltura altoatesina – ha spiegato l’assessore Arnold Schuler – per questo motivo abbiamo predisposto il Progetto di ricerca per l’agricoltura montana ed il Piano d’azione 2016-2020 per la trasformazione alimentare.»
Schuler ha poi sottolineato che «il nostro obiettivo è quello di rafforzare l’agricoltura di montagna, settore cBolzano alimentazionehe ha un’enorme rilevanza per l’intero territorio» (Nella foto da sinistra Günther Mathà, Arno Kompatscher, Konrad Bergmeister, Michael Oberhuber e Arnold Schuler).

Il fatturato prodotto dal solo settore lattiero (10mila aziende familiari, ndr) è infatti pari a circa 450 milioni di euro l’anno, «ma il nostro scopo – ha continuato Schuler – è anche quello di preservare e curare il paesaggio, producendo dunque risultati utili all’intera collettività.»
Nonostante queste premesse, e nonostante i massicci investimenti nella ricerca in frutticoltura e viticoltura, quello dell’agricoltura di montagna è un settore considerato in difficoltà.

Per sostenerlo maggiormente ora si punta a rafforzare la cooperazione mediante progetti comuni tra Università e Centro di sperimentazione agraria e forestale Laimburg, anche attraverso progetti per tesi e dissertazioni.

Sarà altresì rafforzata la sinergia tra di loro, con particolare attenzione alla diffusione dei risultati scientifici.

Anche nel settore della formazione si punta a porre nuovi accenti. Il presidente dell’Università LUB Konrad Bergmeister ha sottolineato che «con il piano d’azione si intende rafforzare il settore delle scienze e tecnologie alimentari in particolare per quanto attiene due temi: la sicurezza alimentare e la trasformazione alimentare».

Tre le aree di ricerca: garanzia ella qualità degli alimenti dalla produzione alla consegna (analisi di tracciabilità, autenticazione e controllo di qualità), innovazione dei processi (alimenti di maggior durata), e marketing (indagine sul comportamento dei consumatori).
Per i settori di ricerca che non potranno essere seguiti direttamente dalla Facoltà di Scienze agrarie e agroalimentari della Libera Università di Bolzano si farà ricorso a collaborazioni con altri atenei.

Con l’apertura il 24 agosto scorso di 16 laboratori presso la LUB si è ottenuto un primo rafforzamento della location di ricerca Bolzano.

Il direttore del Centro di sperimentazione agraria-forestale Laimburg, Michael Oberhuber, ha sottolineato l’importanza di accompagnare scientificamente la vasta gamma di prodotti dell’agricoltura montana dell’Alto Adige, dalla coltivazione alla loro lavorazione quali prodotti tipici di elevata qualità.

«A tal fine – ha detto Oberhuber – servono sistemi di controllo della qualità e metodologie di diagnostica innovativi per i prodotti da sottoporre a lavorazione alimentare: carne, speck, latte, yoghurt, formaggio, frutti, marmellate, succhi, distillati, cereali, farine e prodotti da forno.»

La parola è poi passata al presidente della Provincia Arno Kompatscher: «Questo piano d’azione – ha commentato – è un investimento nel futuro dell’agricoltura e della nostra terra. Grazie ad una sempre più stretta collaborazione con i vari partner presenti sul territorio, puntiamo a sviluppare un settore sempre più sostenibile, e per questo motivo riteniamo che i 25 milioni investiti, in parte coperti da fondi europei, siano una somma adeguata.»

Il programma ed il piano d’azione sono stati predisposti da un gruppo di lavoro composto rispettivamente da un rappresentate del dipartimento della Presidenza della Provincia, dell’Università, del Dipartimento agricoltura, del Centro sperimentazione agraria e forestale Laimburg e delle organizzazioni di consulenza del settore frutti-viticolo e dell’agricoltura di montagna.


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