QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad
Ad

Ad

Agricoltura cooperativa del Trentino unisce 86 società con un fatturato di un miliardo

venerdì, 3 giugno 2016

Trento – Agricoltura coop, un miliardo di fatturato: volano dell’economia. Unisce 86 società trentine con 19.149 soci conferitori, 3.053 collaboratori, 995 milioni di euro di fatturato: questi i dati di un settore che cresce quasi in tutti i comparti

Il bilancio è stato tracciato nell’assemblea annuale. L’agricoltura cooperativa è il principale volano per l’economia trentina, ed è un soggetto capace di garantire una grande stabilità economica e sociale”. Luca Rigotti, vicepresidente della Federazione e responsabile del settore agricolo, ha aperto il convegno delle cooperative agricole presentando dati nel complesso positivi di un comparto vitale per l’economia locale.

“Saremo sempre più impegnati sul fronte della sostenibilità, molto abbiamo fatto ma occorre far percepire di più la qualità ai consumatori”, ha proseguito Rigotti, che poi ha chiesto alla politica una attenzione sempre maggiore per portare a Bruxelles una sensibilità diversa riguardo la specificità dell’agricoltura di montagna.

L’assessore provinciale Michele Dallapiccola ha ribadito l’opportunità di coinvolgere nella promozione della qualità dei prodotti locali i 5 milioni di turisti che ogni anno vengono in Trentino.  ”Abbiamo investito molte risorse del marketing per promuovere i ritiri delle squadre – ha detto l’assessore – vorrà dire che ai campi da calcio nei nostri messaggi aggiungeremo i campi di patate”.

Al di là della battuta, Dallapiccola ha offerto la disponibilità di strutture e risorse di Trentino Marketing per promuovere adeguatamente la montagna attraverso l’agricoltura e i suoi prodotti.Panizza Patt 1

Secondo il consigliere provinciale Mario Tonina “è necessario trovare una trasversalità, una lobby che ragioni sui temi della montagna, partendo da una istituzione che già esiste, l’Euregio”.

Per il senatore Franco Panizza (nella foto a lato) occorre puntare sul sistema, renderlo migliore e più integrato: “Non si può pensare che l’attività agricola deturpi il territorio, al contrario contribuisce a costruirlo”.

La vicepresidente vicaria Marina Castaldo ha esortato a “fare rete, insieme, valorizzando la qualità, la coerenza, il territorio: perché altrimenti da soli non si va da nessuna parte”.

I numeri della cooperazione agricola: conta 86 società, di cui 18 nel settore vitivinicolo, 32 nell’ortofrutticolo, 18 nel lattiero caseario, 2 nel comparto zootecnico, 16 sono le cooperative di servizio.

I soci conferitori sono 19.149 (+263). I collaboratori sono 3.053 con un incremento, nel confronto con l’esercizio precedente, di 205 persone. In tempi di crisi un dato meritevole di essere messo in evidenza. Un dato, come ha evidenziato il direttore Carlo Dellasega, che riguarda anche altri settori della cooperazione trentina. Nel 2015 il fatturato consolidato (cooperative agricole e società controllate) ha raggiunto 995 milioni di euro, in leggero calo (-3,9%) rispetto al 2014. Investimenti netti: 722 milioni di euro. Patrimonio complessivo: 399 milioni di euro.

Nel dettaglio
La presentazione è stata curata da Elena De Berardinis, Alessandro Tomasi e Michele Rosani dello staff del Settore Cooperative Agricole della Federazione di cui è responsabile Michele Girardi.

Le cooperative dell’ortofrutticolo (6991 soci e 1589 collaboratori) hanno fatturato 383 milioni di euro. La quantità conferita di frutta è stata di 567 milioni di chilogrammi. Numero da record legato in particolare alle mele con 554 milioni di chilogrammi.

Liquidato ai soci (mele – media provinciale): euro 0,295 a kg (nel 2014 era di euro 0,390 a kg). «Il prezzo medio è stato inferiore rispetto all’anno prima e ciò è dovuto a una produzione abbondante sia a livello nazionale ed europeo. Quanto prodotto in Trentino in termini di quantità ha rappresentato un record assoluto per l’ultimo decennio e – precisano i tecnici del settore – dell’intera storia della melicoltura di casa nostra.»

Mercato in forte crescita per i piccoli frutti (458 ettari coltivati, 6 milioni di chilogrammi prodotti). Qui si è registrato un incremento dei consumi sia in Europa e sia negli Stati Uniti. Il prodotto è apprezzato anche dal consumatore italiano e trentino.

Risultati soddisfacenti per gli ortaggi biologici (101 ettari coltivati e 1,8 milioni di chilogrammi prodotti), per le patate (145 ettari coltivati e 3,4 milioni di chilogrammi prodotti), per il mais di Storo (250 ettari coltivati e 1 milione 300 mila chilogrammi prodotti).

L’olio di oliva del Garda (270 ettari coltivati e 870 mila chilogrammi lavorati) è un’altra eccellenza certificata dalla Dop Garda Trentino – Denominazione di Origine Protetta e da numerosi riconoscimenti ottenuti nelle principali rassegne nazionali e internazionali.

Il lattiero caseario conta 869 soci. Fatturato: 104 milioni di euro. Liquidato soci (media provinciale): il prezzo medio del latte a grana riconosciuto ai soci ha raggiunto euro 0,563 a litro (rispetto a 0,587 del 2014).

Da segnalare anche l’allevamento di bovini (se ne contano 23.165), ovini, caprini, equini, conigli. I soci impegnati in questo settore sono 1.188.

Meritevoli di essere evidenziati anche i dati del settore ittico (trota e salmerino): 27 milioni di fatturato del settore, 50 mila quintali di trote da carne. Cinquanta imprese, settanta impianti, 450 addetti. A questo si aggiunge l’ottenimento della «Igp – Indicazione Geografica Protetta Trote e Salmerino del Trentino». Il trittico di settori si completa con il vitivinicolo.

Il fatturato consolidato dell’intero settore (comprese le società controllate) supera i 467 milioni di euro (stabile rispetto al 2014). I soci viticoltori sono 6.765. Uva conferita (vendemmia 2014 condizionata da meteo non favorevole): 1 milione e 30 mila quintali (calo del 13% rispetto alla vendemmia dell’anno prima).

Liquidato ai soci: euro 95,33 a quintale di uva conferita (in aumento del 10,1% rispetto al precedente di 86 euro 59 centesimi).

Il dato potrebbe far pensare a un’annata positiva, ma non è così, perché mentre la resa al quintale cresce del 10,1%, la resa a ettaro è diminuita del 13,4% pari a un valore medio di 11 mila 111 euro rispetto ai 12 mila 828 euro dell’anno precedente.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136