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Agenzia del lavoro: Riccardo Salomone è il nuovo presidente. Subentra al professor Colasanto

lunedì, 2 novembre 2015

Trento –  Riccardo Salomone è il nuovo presidente dell’Agenzia del Lavoro, sostituisce il professor Michele Colasanto. Una sorta di staffetta generazionale quella che si è concretizzata all’Agenzia del Lavoro, dove il professor Michele Colasanto lascia la presidenza, che viene raccolta dal professor Riccardo Salomone, classe 1974, professore associato in diritto del lavoro presso l’Università di Trento (Nella foto da sinistra il professor Michele Colasanto, il presidente della Provincia di Trento, Ugo Colasanto e il vicepresidente Alessandro Olivi).

La nomina è stata formalizzata oggi dal presidente della Provincia autonoma di Trento Michele Colasanti 2Ugo Rossi e dal vicepresidente Alessandro Olivi che hanno ringraziato il professor Colasanto per il prezioso contributo fornito in questi anni.

“All’inizio della legislatura – ha spiegato Olivi – avevamo deciso, insieme al professor Colasanto, che oggi ha partecipato alla presentazione alla stampa del piano degli interventi di politica del lavoro, di proseguire nel suo impegno alla guida dell’Agenzia del Lavoro per completare il percorso di riforma avviato con la delega sugli ammortizzatori sociali, consapevoli che le sue capacità nel tessere relazioni, unitamente alle sue conoscenze giuridiche, fossero una risorsa imprescindibile per portare a termine la riforma. Lo ringrazio per quanto fatto. Grazie al suo spessore di economista e giuslavorista, unito ad un grande spessore umano, ci ha aiutato a tenere insieme a questo mondo e a farlo dialogare”. “La scelta del professor Salomone – ha concluso Olivi – investe sul futuro e sulla centralità dell’Ateneo trentino”.

“La delega sugli ammortizzatori sociali aveva bisogno di essere riempita di contenuti – ha detto il presidente Rossi – e questi contenuti sono arrivati perché c’è stata un’azione politica della Giunta e un’azione di relazioni e di garanzia del professor Colasanto, che ha fatto capire a Roma che a Trento si stavano anticipando strumenti che si sarebbero poi realizzati a livello nazionale. Grazie a lui – ha concluso Rossi – ci siamo sentiti tranquilli rispetto a ciò che stavamo cercando di fare”.


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