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Acciaieria di Borgo, non c’è alcun allarmismo sulle emissioni

giovedì, 25 luglio 2013

Trento – Il caso acciaieria di Borgo si arricchisce di un nuovo capitolo. Secondo quanto riferito dall’Agenzia provinciale per la protezione dei dati sanitari e ambientali la situazione è sistematicamente seguita dal punto di vista ambientale, ed è stata oggetto di studio anche in collaborazione con autorevoli istituzioni scientifiche pubbliche provinciali ed extraprovinciali, quali il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Trento (oggi DICAM), il Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università degli Studi di Padova, l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, l’Università Cà Foscari di Venezia, Università di Brescia e Politecnico di Milano. Dall’attività di monitoraggio non sono emersi dati o elementi che possano allarmare la popolazione e portare alla imprudente e pericolosa affermazione di “disastro ambientale”. I controlli naturalmente continueranno alla ripresa dell’attività dell’acciaieria.Analogamente sul fronte della salute le indagini epidemiologiche integrate da attività di biomonitoraggio non hanno documentato particolari situazioni di rischio.

GLI STUDI acciaieria_borgo

I dati delle diverse tipologie di indagine sono regolarmente pubblicati sui siti di pertinenza e accessibili e messi a disposizione dell’ Autorità Giudiziaria. In merito alla correlazione tra i due diversi casi di malattia e le esposizioni a inquinanti, l’Azienda sanitaria, dopo aver acquisito la documentazione ufficiale, si riserva di verificarne la veridicità e l’attendibilità scientifica facendo ulteriori e precisi approfondimenti che verranno puntualmente resi pubblici.
In conclusione, in base alle ricerche condotte, ai dati e alle conoscenze oggi disponibili, è del tutto fuorviante affermare che nella zona di Borgo Valsugana ci sia stato un maggior numero di casi di tumore collegati alla presenza dell’impianto dell’acciaieria.

 

 


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