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A22: il 14 gennaio la firma dell’intesa sulla gestione dell’Autobrennero

domenica, 27 dicembre 2015

Trento – Un protocollo d’intesa che mette nero su bianco l’accordo, già verificato in sede europea, raggiunto dai presidenti Rossi e Kompatscher con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio (Nella foto in un precedente incontro a Roma).

È stato approvato dalla Giunta regionale e sarà firmato dal Ministero e da tutti i soci pubblici il prossimo 14 gennaio.
I termini dell’intesa sono noti: il Ministero affida la gestione dell’A22 ad una società in house di proprietà interamente pubblica, con una formula che prevede un’ipotesi di concesRossi e il questore trento (2)sione trentennale e contestualmente la disponibilità dei 550 milioni del fondo ferrovia, accantonati per il finanziamento del Tunnel del Brennero e delle relative tratte di accesso.

«È un ulteriore e importante passo in avanti in direzione del rinnovo della concessione dell’A22 – hanno commentato soddisfatti Ugo Rossi e Arno Kompatscher, presidente e vicepresidente della Regione socio di maggioranza dell’A22. – Siamo sempre più vicini al raggiungimento di un obiettivo storico per le autonomie di Trento di Bolzano e della Regione, molto atteso e di grande valenza strategica, non solo per i risvolti di tipo economico, ma anche per la possibilità di incidere concretamente sulle politiche di mobilità, in una logica ambientale e di conservazione del territorio, che darà il via ad importanti investimenti lungo il corridoio del Brennero.»

Con il protocollo, il Ministero e i soci pubblici si impegnano a collaborare per individuare e porre in essere tutte le misure, da attuarsi con strumenti amministrativi e normativi, per dare attuazione all’accordo.

Si tratta di un’ulteriore passo verso il rinnovo della concessione che fa seguito a quanto deciso lo scorso 10 dicembre dall’assemblea dei soci della società autostradale che, all’unanimità, aveva deliberato di condividere in via preliminare l’obiettivo di trasformare l’Autostrada del Brennero S.p.A in una società totalmente pubblica, dando quindi mandato al consiglio di amministrazione di avviare le necessarie attività propedeutiche per addivenire ad un azionariato interamente pubblico, nonché ad uno statuto adeguato alla nuova configurazione societaria.

Oltre al versamento allo Stato dei 550 milioni di euro raccolti dalla società nel «Fondo pro Ferrovia», l’accordo prevede che gli incrementi tariffari siano contenuti ai livelli dell’inflazione programmata e che la futura società affidataria si impegni a versare 1.395 milioni come canone di concessione, da corrispondere nella misura di 45 milioni all’anno.


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