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A Trento la quinta Water Conference della Convenzione delle Alpi: programma e protagonisti

mercoledì, 24 settembre 2014

Trento - La quinta Water Conference, che si terrà domani 25 e venerdì 26 settembre, presso la sede dell’Università di Trento di via Tommaso Gar 14, è nata per diffondere i risultati delle attività dedicate alla gestione dell’acqua nel quadro della Convenzione delle Alpi.pejo lago palu

La 5° Water Conference della Convenzione delle Alpi, evento biennale che questa volta si terrà a Trento in collaborazione con l’Unece-Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite e con il Ministero dell’Ambiente, ha come obiettivo quello di divulgare i risultati e le buone pratiche in materia di gestione dell’acqua in un contesto più ampio di quello alpino, coinvolgendo anche altre regioni di montagna, come Carpazi, Caucaso e Asia Centrale.

A Trento sono attesi alcuni dei massimi esperti mondiali del settore. Fra questi: Martin Beniston, inglese e “cittadino del mondo” (ha anche passaporto svizzero e francese), già direttore del Proclim, il Programma nazionale svizzero sul clima, chairman della Ippc, la Commissione intergovernativa delle Nazioni Unite sul clima che nel 2007 ha vinto il Nobel per la Pace, docente in numerose università fra cui Ginevra e Friburgo, attualmente direttore del maggiore programma dell’Unione europea sulla gestione delle acque, “Acqwa”, Stephan Gruber, canadese, docente alla Carleton University, con esperienze di ricerca e docenza anche in Svizzera, Francia, Finlandia, studioso di ambienti montani, permafrost e impatto dei cambiamenti climatici, Yaroslav Misyak, slovacco, ricercatore senior della Fondazione Enrico Mattei di Venezia, del Centro Euro-mediterraneo per il Cambiamento Climatico (per il quale si occupa di eventi climatici estremi), e professore all’Università Ca’Foscari, Dipartimento Economia.

Per venire a Trento e all’università ospitante, Aronne Armanini, già preside della facoltà di Ingegneria e docente di Idraulica all’Università di Trento, fellow a Liverpool, direttore del Centro Universitario Difesa del Suolo in Ambiente Montano, centro di eccellenza del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, e Riccardo Rigon, docente di idrologia, esperto di bacini montani e dell’innesco di fenomeni franosi e di colata.

Ma saranno un paio di centinaia gli studiosi, i ricercatori e i tecnici di area alpina – nonché dalle altre regioni montane coinvolte – che animeranno l’evento, che si aprirà con i saluti dei presidenti del Comitato Permanente della Convenzione delle Alpi e del gruppo di lavoro dell’Unece sull’acqua nonchè della Provincia autonoma di Trento e dei rappresentanti degli altri territori interessati. La conferenza ha come scopo, oltre al confronto e all’aggiornamento scientifico sul tema, quello di favorire la creazione di sinergie e lo scambio di esperienze fra tecnici, esperti scientifici e amministratori del territorio alpino e delle altre aree montane coinvolte.

Essa intende fornire infatti ad un vasto pubblico di esperti, istituzioni e parti interessate lo stato dell’arte, le migliori tecniche e i principali risultati sull’adattamento ai cambiamenti climatici nei bacini fluviali nelle zone di montagna. Diversi gruppi di esperti illustreranno i principali risultati degli ultimi anni di attività nei rispettivi ambiti. Inoltre, saranno presentate da autorevoli relatori informazioni aggiornate sui cambiamenti climatici e sulle strategie di adattamento, nonché i risultati di alcuni progetti di cooperazione territoriale europea. Infine, una particolare attenzione sarà dedicata all’attuazione delle misure di gestione del rischio alluvioni nelle aree montane, con particolare riferimento all’applicazione contestuale della Direttiva Alluvioni con la Direttiva Quadro sulle Acque.


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