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A Trento agente di polizia penitenziaria infettato da detenuto? Presentata un’interrogazione

venerdì, 31 gennaio 2014

Trento – Un caso, poche informazioni finora fornite e un’interrogazione in Consiglio provinciale per fare chiarezza. Secondo quanto scritto dia consiglieri provinciali, Maurizio Fugatti e Claudio Civettini, “Nelle scorse settimane un cittadino tunisino, in stato di arresto, era stato ricoverato presso l’Ospedale Santa Chiara perché affetto da tubercolosi.carcere

Dall’ospedale il soggetto era poi anche evaso; nei giorni successivi è stato bloccato dalle forze dell’ordine e riportato agli arresti. In questi giorni veniamo a conoscenza che un agente di polizia, occupato presso il carcere di Spini, sarebbe affetto da tubercolosi. Non siamo a conoscenza delle cause di questa infezione, ma potrebbero essere riconducibili proprio ad un eventuale contatto dell’agente con il detenuto. Non sappiamo nemmeno, qualora fosse confermata tale situazione, se questo sia l‘unico agente di polizia al quale sia stata trasmessa la presunta malattia.

Dalle informazioni a disposizione degli interroganti pare inoltre che all’agente la struttura penitenziaria non abbia dato la sufficiente assistenza sanitaria necessaria in casi di gravità di questo tipo.

Il soggetto interessato starebbe infatti compiendo tutte le analisi, sue e dei suoi familiari, in modo privato ed autonomo, senza nessun interessamento da parte della struttura penitenziaria.

Qualora questa situazione fosse confermata è facile ravvedere la totale differenza con cui vengono trattate le malattie dei detenuti, per le quali quotidianamente vengono spese ingenti risorse pubbliche, rispetto alla presunta grave malattia di un agente di polizia”
Dopo questa premessa i consiglieri Maurizio Fugatti e Claudio Civettini interrogano il Presidente della Provinciaper sapere:
1.Risulta vero che un agente di polizia penitenziaria sarebbe stato contagiato da un detenuto affetto da tubercolosi;
2.Nel caso affermativo del punto 1, si tratta dell’unico caso di infezione o ne sono stati riscontrati altri;
3.Nel caso affermativo del punto 1, quale assistenza ha fornito la struttura penitenziaria al soggetto in questione;
4.Quali sono le precauzioni che vengono imposte agli agenti di polizia nel caso della presenza di detenuti affetti da tubercolosi.

 


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