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Alpeggi e agricoltura montana in Trentino, interrogazione della Lega Nord

lunedì, 31 marzo 2014

Pejo – Una battaglia per salvare le malghe e l’agricoltura di montagna. Anche in Trentino, come in molte altre Province italiane, si è assistito in questi ultimi anni alla riduzione delle superfici coltivate, comprese le malghe e i pascoli, con conseguenze negative sull’ambiente ed il paesaggio. Le cause di questo abbandono sarebbero principalmente dovute alla riduzione del numero degli addetti, all’invecchiamento della popolazione agricolo-rurale, alla chiusura di numerose piccole aziende zootecniche nelle aree periferiche, all’incremento delle attività agricole condotte in forma di part-time (specie in fruttalpeggioi – viticoltura) e all’abbandono delle aree più “difficili”.

Oltre a tali criticità, va però anche affrontato il tema dell’affidamento delle malghe da parte dei Comuni possessori, considerato che purtroppo negli ultimi tempi la conduzione sarebbe stata assegnata da alcuni Enti locali a gestori provenienti da realtà fuori Provincia. Se da un lato possiamo comprendere la necessità dei Primi cittadini di affidare a chiunque la malga, assicurandosi così un’entrata certa in bilancio, dall’altro lato riteniamo che probabilmente la questione risieda proprio nei criteri contenuti nel bando stesso che in qualche modo ostacolerebbero un cittadino trentino nell’arrivare al primo posto. Inoltre, i sostegni economici al mondo dell’alpeggio porterebbe alcuni soggetti a partecipare al bando di gestione, non per amore del lavoro alpestre e delle montagne, ma forse soltanto per arrivare a recepire qualche denaro in più da parte della Comunità europea.
Ricordiamo, in tal senso, il “premio di alpeggio a beneficio dei soggetti gestori, finalizzato a favorire un corretto utilizzo degli alpeggi nel rispetto delle peculiarità ambientali”. Intensità dell’aiuto: 90 euro ogni ettaro per l’alpeggio di bestiame bovino da latte con almeno 15 capi in mungitura, oppure con ovicaprini con almeno 100 capi in mungitura; 72 euro ogni ettaro per l´alpeggio di bovini, ovicaprini, equini con custodia continua; 60 euro/ettaro per l´alpeggio di malghe con greggi transumanti (misura 214 del PSR azione B.2); i contributi a fondo perduto per interventi di conservazione, miglioramento e per acquedotti, approvvigionamento energetico delle costruzioni rurali tradizionali dell’alpeggio (misura 323.3 del PSR) e un aiuto finanziario previsto dall’articolo 25 della legge provinciale 4/2003 finalizzato alla sistemazione e al miglioramento dei pascoli ed alpeggi utilizzati in comune e per l’attuazione di opere e servizi necessari per assicurare o migliorare la loro gestione “I pascoli montani di proprietà dei comuni e i pascoli gravati di uso civico appartenenti alla Magnifica Comunità di Fiemme, alle Regole di Spinale e Manez e alle associazioni agrarie di diritto pubblico, nonché quelli gestiti dalle amministrazioni separate dei beni frazionali di uso civico (ASUC), sono utilizzati in coerenza con i criteri generali definiti dalla Giunta provinciale e tenuto conto dello schema-tipo di disciplinare tecnico-economico predisposto dalla Giunta medesima. E’ comunque fatto salvo per il censita il diritto di uso civico.
Sull’argomento interviene la Lega Nord del Trentino con i due consiglieri provinciali Maurizio Fugatti e Claudio Civettini che hanno preso carta e penna e scritto un’interrogazione. “Si apprende altresì che l’Assessore provinciale all’agricoltura avrebbe dichiarato, durante un’assemblea svoltasi a Vasio di Fondo qualche giorno fa, la necessità di introdurre un regolamento tipo “che faciliterà l’assegnazione delle strutture e dei pascoli a gestori locali”, sostengono i due leghisti che ribadiscono:”In tal verso riteniamo sia doveroso volgere lo sguardo anche verso le generazioni più giovani, al fine di evitare l’abbandono della montagna e delle Valli da parte di queste ultime, privilegiando l’assegnazione delle strutture montane a queste ultime, dato che diversi sono i ragazzi desiderosi di avviare una propria attività nel settore dell’alpeggio”.

I due consiglieri provinciali hanno interrogato il Presidente della Provincia per sapere:

1.Quante malghe in Trentino sono state affidate a gestori locali e a gestori fuori Provincia;
2.Quali criteri sono previsti nei bandi di affidamento delle malghe e quali correzioni sono ritenute indispensabili per favorire la gestione a giovani trentini e ai nostri cittadini;
3.Quali contenuti saranno presenti nel Regolamento tipo proposto dall’Assessore provinciale all’agricoltura e in quali tempi verrà steso e applicato;
4.Se, oltre a rivedere i criteri per l’assegnazione della gestione delle malghe trentine, si ritenga necessario favorire l’attività di alpeggio delle giovani generazioni e, se sì, con quali modalità si farà fronte a ciò.


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