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Bolzano: svelato il piano del Fondo sociale europeo 2014-2020 della Provincia

lunedì, 14 dicembre 2015

Bolzano – Svelato oggi a Bolzano il Programma operativo del Fondo sociale europeo 2014-2020 della Provincia di Bolzano, che fino al 2020 potrà contare su una dotazione di 136,6 milioni di euro. Il presidente Arno Kompatscher ha sottolineato che il nuovo Programma FSE “sosterrà lo sviluppo del mercato del lavoro e del sistema sociale e la promozione dell’istruzione.

Il Fondo sociale europeo è il principale strumento dell’UE per sostenere l’occupazione e ha una dotazione di 80 miliardi di euro da investire nei cittadini e da ripartire nei Programmi operativi 2014-2020 dei vari Paesi membri. Gli obiettivi del nuovo periodo di finanziamento dei progetti in Alto Adige riguardano in particolare il mantenimento dell’alta percentuale di occupazione, l’aumento dell’occupazione femminile, il sostegno all’inclusione contro l’emarginazione, il rafforzamento dell’istruzione. Dopo che a luglio la Commissione europea ha dato via libera al Programma operativo del Fondo sociale europeo 2014-2020 della Provincia di Bolzano, è scattata a Bolzano la fase attuativa: Palazzo Widmann ha ospitato l’evento di lancio con la presentazione del nuovo Programma operativo, una tavola rotonda con i rappresentanti di UE, Governo italiano e Provincia e l’intervento del presidente Arno Kompatscher. Kompatscher ha ricordato che questo complesso sistema di finanziamento “negli ultimi anni ha condotto purtroppo anche a problemi e difficoltà alla cui soluzione stiamo lavorando con impegno. E siamo arrivati a un buon punto sulla strada della chiusura del periodo di programma.” Il Presidente ha aggiunto che il nuovo Programma FSE per l’Alto Adige “aiuterà uno sviluppo positivo del mercato del lavoro, il sostegno del sistema sociale e la promozione del sistema dell’istruzione.”

Fino al 2020 il FSE della Provincia di Bolzano può contare su una dotazione di circa 136,6 milioni di euro (50% finanziamento UE, 35% quota dello Stato e 15% dalla Provincia) per finanziare 5 assi. Il 28% delle risorse (38,3 milioni) è destinato all’occupazione: interventi di accesso al mercato del lavoro per giovani, immigrati, disoccupati di lunga durata e over 45, promozione del lavoro femminile; il 20% (27,3 milioni) è riservato all’inclusione sociale: inserimento lavorativo delle persone svantaggiate e miglioramento dell’accesso a servizi di cura; il 45% (61,4 milioni) è investito in istruzione e formazione: rafforzare il sistema provinciale, ridurre l’abbandono scolastico, aumentare la formazione superiore tecnica, qualificare gli adulti; un 3% delle risorse (4 milioni) è infine destinato a migliorare le prestazioni della Pubblica amministrazione per aumentare la trasparenza e l’accesso ai dati pubblici con sistemi operativi omogenei.

Nell’evento di lancio Albrecht Matzneller, Direttore della Ripartizione Europa, e Claudio Spadon dell’Autorità di Gestione FSE Bolzano hanno illustrato gli obiettivi dei singoli assi, le possibili azioni e gli strumenti da utilizzare, i principali gruppi di target e la tipologia dei servizi e progetti previsti dal finanziamento. Tra i cambiamenti principali del FSE rispetto al passato si segnalano la destinazione di almeno il 20% dei fondi a favore dell’inclusione sociale, le pari opportunità come parte integrante di tutte le azioni, la concentrazione dei finanziamenti su un numero limitato di priorità per ottenere i risultati prefissati, e di conseguenza un’attenta valutazione dei singoli progetti e della loro finanziabilità. Per contro tuttavia sarà potenziata la collaborazione con enti pubblici e parti sociali nel sostenere l’attuazione dei progetti e nell’uso dei finanziamenti concessi, sia sul piano della documentazione, possibile interamente in via telematica, che della chiarezza delle regole. Il presidente Kompatscher ha infine ringraziato tutti gli enti attivi nei progetti dello scorso periodo e l’ex direttore della Ripartizione Europa Graziano Molon e ha invitato a fare un lavoro di squadra per tornare ad essere primi della classe anche sul fronte FSE, “e non solo a livello nazionale ma europeo”.


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