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Bolzano, confronto in Provincia sulla nuova legge elettorale

venerdì, 15 settembre 2017

Bolzano – Prosegue il confronto sulla legge 86/17: Legge per l’elezione del Parlamento – la norma speciale per l’Alto Adige deve rispettare la tutela delle minoranze e i principi democratici. Già discussa in precedenza, con cui Ulli Mair (Die Freiheitlichen) chiedeva a Governo e Parlamento di tenere conto della specifica situazione della provincia di Bolzano nell’elaborazione della nuova legge elettorale. La stessa Mair ha presentato un emendamento sostitutivo co-firmato da Freiheitlichen, Gruppo Verde, Süd-Tiroler Freiheit, team Autonomie, 5 Stelle, BürgerUnion-Südtirol-Ladinien e Alto Adige nel cuore (16 consiglieri), che, ha spiegato, non contiene grandi differenze rispetto alla versione originale. Con esso si chiedeva di garantire, nella nuova legge elettorale, una rappresentanza equilibrata e pluralistica in Parlamento, con un esito elettorale che rispecchi la voontá dell’elettorato senza che singoli partiti siano avvantaggiati fin dall’inizio; un unico collegio elettorale a sé stante per l’Alto Adige; l’assegnazione dei seggi spettanti all’Alto Adige secondo il proporzionale puro senza collegamento alla soglia di sbarramento prevista a livello statale. Mair ha sostenuto che finora la SVP si é mossa per una legge elettorale che tutelasse non la minoranza, ma la SVP stessa, come dimostra la soglia dle 40%: perino in turchia, non certo nota per le tutele che dà alle minoranze, la soglia é dle 10%. La SVP vuole una legge che le garantisca lo stesso numero di mandati con un numero inferiore di voti, ha aggiunto mair, invitando a garantire anche i voti italiani a Brunico e i voti tedeschi a Bolzano.

Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde), co-firmatario, ha ricordato l’impegno di Florian Kronbichler per una legge elettorale di tutela delle minoranze ma anche democratica e pluralista: egli ha portato i voti decisivi per eliminare il passo contestato, presentando la soluzione del collegio elettorale unico per l’Alto Adige. Tale sistema é più democratico, ed é una Sonderregelung für Südtirol, un collegio sganciato da tutte le norme di sbarramento nazionali, e quindi una garanzia per le minoranze: la partita si giocherebbe in casa, senza l’obbligo di agganciarsi a una lista nazionale. Questo sistema nel 1921 garantì l’elezione di 4 deputati di lingua tedesca su 4.

Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore), co-firmatario, ha sottolineato come la richiesta in esame venisse da tutte le opposizioni, rivendicando l’ammissibilità della richiesta di avere la propria rappresentanza. Questo tema deve ed essere portato sul tavolo della trattativa politica: non é accettabile che si accetti un atto di forza come quello che si vuole imporre. il collegio unico forse non é l’unica soluzione, ma il sistema dei collegi uninominali é un regalo alla SVP, che rende la legge elettorale uno strumento di occupazione politica della rappresentanza. Minacciare di bloccare la riforma elettorale, bloccare il Paese, uscire dalla maggioranza laddove non viene riconosciuto il diritto alla conquista del territorio attraverso il collegio uninominale é una vera forzatura, che deve essere portata all’attenzione pubblica, anche nazionale

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), co-firmatario, ha lamentato le tante assenze nel banco della Giunta, e chiesto maggiore rispetto per il Consiglio. Ha aggiunto che il suo gruppo è l’ultimo ad auspicare a una rappresentanza in Parlamento, tuttavia è indispensabile battersi per una rappresentanza democratica adeguata, non garantita dalla soglia introdotta a livello regionale. Una regola specifica per la provincia di Bolzano é indispensabile, ma devono essere i cittadini a decidere chi viene eletto, non un partito. Questa iniziativa congiunta dell’opposizione é solo il primo passo, ma ce ne saranno altri.

Dieter Steger (SVP) ha contestato le accuse di Urzí, evidenziando che la proposta Biancofiore porterebbe a due rappresentanti in meno per l’Alto Adige. Il Mattarellum unisce due sistemi elettorali, dando garanzie alle minoranze e garantendo che il gruppo linguistico sia ben rappresentato. La soglia di sbarramento viene mantenuta alta per garantire lo status di minoranza. Per questo il voto proposto non é condivisibile.

Il presidente Arno Kompatscher ha condiviso quanto detto da Steger, ritenendo che la proposta in esame a Roma non darebbe garanzie, considerandola semplicemente su basi matematiche: accettare la proposta Biancofiore farebbe perdere due rappresentanti alla provincia. La proposta SVP non é su misura, ma ha come obiettivo la tutela delle minoranze. Il collegio uninominale garantisce il seggio al candidato che ottiene più voti, e la soglia è in ogni caso necessaria: senza di essa la legge sarebbe anticostituzionale. Mair ha ritenuto che lo stesso Kompatscher non fosse convinto al 100% di quanto diceva, e si é dispiaciuta che nessun SVP avesse commentato quanto promesso dall’ex Obmann Brugger a favore del sistema proporzionale. La SVP rivendica la tutela di tutte le minoranze, tranne che di quelle politiche, e vuole essere da sola a Roma. Ha chiesto poi di spiegare perché c’é bisogno di uno sbarramento regionale al 20%: questa non é tutela delle minoranze, ma della SVP. Ha infine ringraziato i co-firmatari dell’opposizione. Il voto emendato è stato respinto con 16 sì e 16 no.


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